Il presidio
Il Covid ferma perfino il Subbuteo
La prima edizione del campionato organizzato a Pietrasanta rinviata (forse) alla prossima estate
PIETRASANTA
Un mese fa si è fermato anche il campionato di Subbuteo di Pietrasanta: era nato dall’iniziativa di alcuni “ragazzi” di qualche anno fa per tornare a vivere emozioni, stare assieme, rinnovare amicizie. Una decisione di fermarsi presa prima ancora che il famoso Decreto del governo rendesse impossibile giocare e che i locali dove gli amici del Subbuteo si ritrovavano al lunedì sera chiudessero per evitare assembramenti.
A gennaio dello scorso anno la prima edizione del torneo, poi quello estivo, poi dopo averci pensato un po’, il grande salto di un campionato che si doveva concludere a giugno: due gironi da dodici squadre, poi gli incroci tra le migliori per determinare il vincitore di quest’anno.
Nel girone A i Celtic di Glasgow dominano di fronte all’Argentina, nel girone B tutto più equilibrato, in testa Borussia e ad un punto Pescara e a seguire nel giro di pochi punti Lazio ed Atletico Madrid.
Un incontro il lunedì sera che aveva risvegliato amicizie e trasformato conoscenze in veri e propri legami: poi ci si è messo di mezzo il coronavirus e allora tutto è cambiato. Da subito è prevalsa la prudenza, perché andare a giocare e non potersi salutare, non poter scherzare, tenere la famosa distanza di sicurezza, non aveva senso e quando gli assembramenti sono stati vietati il campionato era stato già fermato.
Sulla chat si inseguono le ipotesi sul futuro del campionato di Subbuteo, qualcuno che ha il tavolo a casa ha messo sul portiere la scritta coronavirus e mandato un video di speranza in cui il suo omino fa gol: qualcuno ha fatto in tempo a portarsi il campo a casa e si fa finta di giocare con gli amici e lo si fa da soli, aspettando il momento di poter essere di nuovo tutti assieme. Qualcuno propone una no stop di 12 ore, qualcuno propone che prima si faccia una cena per raccontarsi questi giorni strani in cui si sta forzatamente a casa.
Sembra una sciocchezza, ma quella routine del lunedì sera manca da impazzire, ma occorre saper aspettare per poter giocare di più assieme poi. Alfre’, Giocamo, Tommi, Cocò, Stefano, Luca, Claudio, Alessio, Carlo, Michele, Nicola, Massimo, Alessandro, Tiziano, Cocò, Davide, Fabrizio, Luca, Carmine e gli altri, saranno di nuovo Unione sovietica, Atletico, Ternana, Lazio, Napoli, Eintrach, Boca, Pescara, Deportivo e allora di nuovo festa tutti assieme.
«Andrà tutto bene», si scrive ossessivamente, quasi ad esorcizzare questo virus che fa tanta paura, come se non bastassero i problemi di lavoro, in casa e tutti gli altri. Ma si supererà anche questa, perché se gli amici del Subbuteo si sono persi e ritrovati dopo tanti anni, e adesso non possono perdersi più.
Andrà tutto bene e intanto si aspetta il primo lunedì nel quale si potrà finalmente di nuovo giocare assieme. —
Michele Morabito
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