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Quando Viareggio salì in serie A
Settant’anni fa la storica promozione dell’Assi nell’Olimpo del basket. Una squadra di grandi campioni
Simone Pierotti
La squadra di pallacanestro di maschile di Viareggio promossa in Serie A. Pronta a sfidare le grandi firme del basket - l’Olimpia Milano, Varese, la Reyer Venezia, la Virtus Bologna. No, non è un pesce d’Aprile, anche se la data di ieri può legittimamente indurre a pensarlo: accadeva settant’anni fa precisi precisi, più o meno di questi tempi. Un’avventura esaltante, che consegnò l’Assi – questo il nome del quintetto – alla storia cittadina: nessuna squadra era mai arrivata così in alto se si eccettua la partecipazione del Viareggio alle eliminatorie del Torneo centro-meridionale, uno dei due raggruppamenti che nella stagione 1920-21 formavano la Prima Divisione, il massimo campionato dell’epoca.
Siamo nell’autunno del 1949 e l’Assi partecipa, da ripescata, al campionato cadetto di pallacanestro: l’anno prima si è fermata al concentramento interregionale delle semifinali della Serie C, ma alcune squadre non si iscrivono alla seconda serie. E così tocca ai viareggini rimpiazzare una delle rinunciatarie. Un segno premonitore del destino? Il tempo, da buon galantuomo, avrebbe dato la sua risposta.
Già il 23 ottobre, quando il quintetto ospita il Circolo Ricreativo Dipendenti Marina, tuttora presente con il nome di La Spezia Centro tra le borgate del Palio marinario: l’Assi debutta in Serie B con una vittoria per 36-32. Sono gli anni dei fratelli Cecco e Sandro Luporini (l’altra metà di Giorgio Gaber), di Egidio “Gigi” Pieraccini, di Celeste Soppelsa detto "il Pasugia", di Franco Fiorani, di Lazzaro Lucarini "il fachiro", di Gatti, Gianni, Parodi e Pellegrini.
Che potrebbe essere un’annata storica lo si intuisce sette giorni dopo, quando l’Assi fa visita all’Unione Sportiva Livorno, sulla carta nettamente favorito grazie (anche) alla presenza di due futuri grandi allenatori come Otello Formigli e Silvio Gatto. Finisce, invece, con i viareggini che trionfano con un perentorio 48-26 che spiazza il cronista de Il Telegrafo: chiama gli ospiti “assini”, lodandone «estro individuale, preparazione tecnica, volontà», e sembra scherzare col correttore di bozze intimandogli di lasciare la doppia ‘s’…
I biancorossi incappano nella prima sconfitta alla terza giornata contro la sezione cestistica della Lazio, ma è una caduta isolata: l’Assi chiude in testa il girone d’andata dopo la vittoria sull’Ardita Juventus Genova e il pareggio, un esito che nel basket di oggi sarebbe impensabile, con l’Onda Necchi Pavia.
A dicembre il campionato riparte con il girone di ritorno. E inizia male per la squadra capitanata da Parodi: la sconfitta di La Spezia fa scivolare al secondo posto i viareggini. Che nel giro di una settimana rimettono tutto a posto superando 28-22 il Livorno e scavalcando l’Onda Necchi battuta dall’Ardita.
Da quel momento in poi l’Assi non cederà più il primato: vince le ultime tre partite e il 22 gennaio festeggia una storica, inaspettata promozione nella massima serie. Lì, accanto agli squadroni delle grandi città.
Rimane solo da assegnare il titolo di campione della Serie B fra le vincitrici dei tre gironcini: si parte il 19 febbraio, si finisce il 26 marzo. I viareggini vinceranno una sola partita, quella contro la Stamura Ancona che inaugura questa sorta di playoff. Poco male: è solo una questione di forma, si fa baldoria anche dopo la sconfitta al fil di sirena per 31-30 contro la Robur Ravenna.
Poi arriverà la Serie A, con l’esordio assoluto celebrato battendo nientemeno che la Virtus Bologna. Ma questa – per citare Michael Ende – è un’altra storia. E si racconterà un’altra volta. —
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