L’hockey pensa a come ripartire
Tante le ipotesi in campo: dall’annullamento dei playoff al congelamento della regular season
L'hockey su pista resta fermo. A pochi giorni da quello che era stato fissato dalla Fisr come primo termine per la sospensione dell'attività (domenica 15 marzo) lo scenario creatosi per l'emergenza Coronavirus non mostra miglioramenti e - sebbene la decisione non sia ancora ufficiale - appare ormai chiaro che lo stallo verrà prolungato a nuova data, probabilmente almeno fino al 3 aprile. Sempre più complesso si fa quindi il quadro per la serie A1, attualmente sospesa a quattro giornate dalla fine della regular season e con due gare da recuperare (Montebello-Bassano e lo scontro per il primato tra Lodi e Forte dei Marmi).
Alla luce degli ultimi divieti nei corridoi della Federazione non si respira poi molto ottimismo anche perché è probabile che - anche qualora ad aprile le misure restrittive inizino ad allentarsi - l'attività sportiva sarà una delle ultime a venire ripresa con continuità.
Resta inoltre il rebus sui giocatori stranieri del nostro campionato (soprattutto spagnoli) che sono tornati in patria allo scoppiare dell'emergenza: per loro il rientro sarebbe alquanto complicato, specialmente se una volta tornati in Italia dovranno essere sottoposti ad un probabile isolamento precauzionale di 15 giorni. Volendo quindi azzardare un'ipotesi in un panorama ancora caotico, la data di sabato 18 aprile rappresenterebbe un termine realistico per prendere le dovute decisioni. Se infatti per allora le squadre potranno tornare ad allenarsi - prima di un'eventuale ripresa del campionato servirà almeno un periodo di due settimane - allora la speranza di portare a termine la stagione rimane viva, anche se sarà necessaria una variazione della formula.
Qualora sia questo lo scenario in cui muoversi, la Federazione dovrà rapidamente trovare un accordo con le società per decidere se completare la regular season e annullare i playoff (assegnando lo scudetto alla prima classificata e facendo retrocedere le ultime due squadre in classifica) oppure se mantenere i playoff ma solo per le prime quattro squadre, in una formula quindi ridotta all'osso.
Altra ipotesi - ma attuabile solo previo accordo con le società - sarebbe quella di congelare la regular season e passare direttamente ai playoff con l'attuale classifica per predisporre le griglie. Ne nascerebbe un calendario estremamente denso, aiutato soltanto dalla probabile cancellazione delle competizioni europee (Eurolega e Wse Cup).
Queste le ipotesi più probabili, anche se c'è chi guarda ad un possibile prolungamento nel periodo estivo (ma non si potrà andare oltre al 16 giugno, dato che nella seconda metà di luglio è in calendario l'Europeo di Francia 2020 e dovrà allenarsi la Nazionale) in modo da garantire il normale svolgimento dell'intera stagione.
In tutto questo, la Coppa Italia rimane un mistero sia per la sede (formalmente ancora a Lodi) sia per il periodo di possibile svolgimento: se gli allenamenti riprenderanno nella seconda metà di aprile è possibile che uno spiraglio possa esserci intorno alla metà di maggio. —
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