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Carpita: «Il Viareggio sarà competitivo anche senza Gori e Ramacciotti»

Gabriele Noli
Carpita: «Il Viareggio sarà competitivo anche senza Gori e Ramacciotti»

Il portiere bianconero si prepara a una stagione che si preannuncia all’insegna di grandi cambiamenti 

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L’INTERVISTA

Il futuro è più vicino del passato, anche se di ufficialità relative al calendario della nuova stagione ancora non ve ne sono e comunque si dovrà attendere che l’emergenza sanitaria rientri per definire nel dettaglio date e tappe delle competizioni nazionali. Sono trascorsi poco più di tre mesi da quando Andrea Carpita ha sfiorato con gli altri undici azzurri l’empireo mondiale. Se è vero che il tempo lenisce ogni ferita, il ricordo della sconfitta in finale con il Portogallo non può suscitare reazioni tanto intense come quelle dei giorni immediatamente successivi, «ma un po’ di rabbia rimane». Poi però il portiere viareggino guarda avanti. Ad un 2020 che lo vedrà giocare con la squadra della sua città per l’undicesima stagione di fila. E come lui, pure un altro vicecampione del mondo, il capitano Simone Marinai, mentre Gabriele Gori e Dario Ramacciotti hanno preso la strada per Napoli.

Condividi la loro scelta?

«Io ne ho fatta una diversa, ognuno stabilisce le sue priorità ed in funzione di esse decide. Non c’è niente di male a voler cambiare squadra, speravo almeno che ringraziassero pubblicamente la società ed i compagni. È pure grazie a loro che sono diventati dei campioni. In ogni caso, il rapporto fuori dal campo non cambierà assolutamente».

Tu invece hai mai avuto dubbi sul restare a Viareggio?

«Mai. E il fatto che mio papà (Giancarlo, ndr) è il presidente influisce zero. Porto avanti la Vbs Academy dal 2012. Ho dato tutto per questa maglia e continuerò a farlo finché potrò».

Come cambieranno le vostre prospettive senza più Gori e Ramacciotti?

«Intanto i giovani che si sono sempre messi a disposizione con un’abnegazione encomiabile avranno l’opportunità di dimostrare quanto valgono, contando su un minutaggio maggiore. In Italia ci sono 4-5 squadre che ogni anno possono vincere qualche trofeo, noi siamo tra quelle. Certo, abbiamo cambiato un po’, le prime partite ci riveleranno quanto effettivamente valiamo».

Giovani viareggini, ma anche campioni stranieri…

«Sono contento che Stankovic sia rimasto. È stato lui a chiamarci per riproporsi: era consapevole di non aver fatto del suo meglio nel 2019 e ora voleva riscattarsi. Comportamenti simili dimostrano un grande senso di responsabilità. Prima viene la persona, poi il giocatore. Io gli credo. Mi fa piacere che pure Lucas sia ancora dei nostri e non ho dubbi del fatto che Antonio (il difensore brasiliano, ndr) possa garantirci un'adeguata tenuta difensiva».

E sul fronte Nazionale?

«Tutto fermo, a causa del Coronavirus. Era in programma un raduno a fine mese, ma ovviamente è saltato. Rimaniamo in attesa di sviluppi, poi penseremo a preparare i prossimi appuntamenti. Nel 2021 c’è il Mondiale: vogliamo qualificarci e provare a vincerlo». —

Gabriele Noli

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