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Gori e Ramacciotti, addio in coppia I due lasciano Viareggio per Napoli

Gori e Ramacciotti, addio in coppia I due lasciano Viareggio per Napoli

La formazione bianconera perde entrambi i giocatori in un colpo solo  «Scelta difficile, ma l’offerta dei partenopei era davvero irrinunciabile»

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Viareggio. «Che faccio, vado?». Se l’è posta molte volte questa domanda, Gabriele Gori. E alla fine la risposta era sempre la stessa: un “no”. Che adesso però è divenuto “sì”. La proposta del Napoli, una tentazione troppo forte, volontà che asseconda la possibilità. Copia e incolla per Dario Ramacciotti, che compirà l'identico percorso: (il) Viareggio perde in un colpo solo due vice-campioni del mondo, tra i principali artefici di successi distillati in un decennio, indimenticabile sì ma di cui parlare al passato, non più al presente.

Gori si dice convinto della decisione presa, «anche se devo ancora realizzare a fondo». Mica semplice, infatti, abituarsi all’idea di vedersi stabilmente con una maglia che non sia quella bianconera (le apparizioni in competizioni internazionali con altre squadre rappresentano sporadiche eccezioni): i 361 gol segnati sono un lascito di eterna durata, miglior modo per imprimere il proprio (indelebile) segno della storia di un club che riuscirà comunque ad andare avanti senza di lui e Ramacciotti, per quanto si tratti di perdite complicate da assorbire.

E non è solo una questione di valori sul campo. «Ci ho ragionato a lungo, valutando nel dettaglio ogni aspetto. Sentivo dentro di me la necessità di compiere questo passo, non è stato facile e non lo sarà. So bene cosa lascio, ma anche cosa troverò».

Gori affronta la situazione con lucida onestà, senza complicare a parole ciò che è nei fatti semplice. «L’offerta avanzata dal Napoli era davvero irrinunciabile. Io devo pensare a ciò che è meglio per me, da qui la separazione dal Viareggio. Da parte mia, comunque, nessun rancore».

Il fuoriclasse, 33 anni a ottobre, si trasferisce in un club che oltre a lui e Ramacciotti si è assicurato pure l’altro azzurro Josep Junior e pure Jordan (lo scorso agosto, con la Sambenedettese, aveva negato lo scudetto al Viareggio battendolo in finale). «Approdo in una società con rinnovate ambizioni e la voglia di costruire qualcosa di significativo nel tempo», sottolinea “Tin-Tin”, la cui scelta non è da intendersi legata a quella di Ramacciotti.

Considerata la formula della Serie A che prevede scontri tra le squadre più forti già nella Poule Scudetto, il rendez-vous tra i due viareggini ed i bianconeri sarà inevitabile. «Sarà diverso e strano, non riuscirò ad essere indifferente». E in caso di gol, è da prevedere un’esultanza? «Ad oggi risponderei di no, anche se sono reazioni guidate dall’istinto, mai dalla ragione. Mi ci dovrei trovare».

Disposto ad accettare con serenità le (eventuali) critiche per l’addio al Viareggio («È comprensibile, ma per giudicare bisogna conoscere le situazioni a fondo»), Gori gode dell’appoggio incondizionato di chi gli sta vicino: «Ho una compagna e una famiglia che vogliono il mio bene e comprendono i motivi delle mie decisioni».

Per due che se ne vanno, ce ne sono molti che restano e altri che arriveranno. «Saremo ancora competitivi», assicura il tecnico del Viareggio Stefano Santini. «Piange il cuore a vederli partire. Non ci perdiamo però d’animo, dobbiamo portare avanti la nostra politica, basata sulla valorizzazione dei ragazzi costruiti in casa, a cui affiancheremo campioni di livello mondiale».

I giocatori vanno e vengono, la maglia resta. —

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