Il Tc Italia batte il Vomero e si conferma in Serie A1
Decisive le due vittorie nel doppio, Furlanetto e Travaglia in grande evidenza Patron Marrai: «Siamo passati dall’inferno al paradiso nel giro di cinque minuti»
FORTE DEI MARMI. «Abbiamo rischiato di finire all’inferno e invece siamo rimasti in paradiso, tutto nel giro di cinque minuti». Nella frase pronunciata da Sergio Marrai c’è il senso della Serie A1 del Tennis Italia. Non si era mai ritrovato, in questo decennio, a festeggiare la salvezza, giunta al termine di un nuovo scontro estenuante con il Vomero: il ritorno dei playout se lo sono aggiudicato i fortemarmini 4-2, decisivi i due doppi, chiusi l’uno a brevissima distanza dall’altro. Entrambi con un successo.
«Matteo (il capitano, nonché suo figlio) ha avuto una grande intuizione, spaccando i doppi. Era giusto azzardare, provare ad evitare il doppio di spareggio. E così è stato» commenta il patron.
L’esultanza dei giocatori e dei componenti dello staff a fine confronto è l’immagine più autentica del senso di liberazione mista a felicità di un gruppo capace di soffrire, resistere e insistere, pur di evitare una retrocessione in A2 che avrebbe rappresentato un fallimento sportivo. Sergio Marrai spende parole d’elogio per tutti, ma in particolare per Furlanetto («Anche stavolta ha vinto una partita complicatissima in singolare») e Mancini («Il suo successo in coppia con Trusendi è una delle note più liete del nostro campionato»). Due nomi scelti non a caso dal patron: uno è l’unico ad esser sceso sempre in campo, l’altro si è ritrovato proiettato in un contesto carico di tensione e responsabilità, se l’è cavata, contando sull’apporto del circolo. E di un pubblico che ha incitato i giocatori dal primo all’ultimo punto, senza sosta.
Al circolo di via dell’Acqua il primo hurrà è giunto attorno alle 12,30, merito del successo in rimonta di Marco Furlanetto su Giuseppe Caparco (36 62 61), allungo vanificato dal passo falso non privo di rimpianti dello spagnolo Inigo Cervantes, regolato da Gianluca Di Nicola 36 63 75. Situazione di equilibrio destinata a rimanere tale anche dopo i rimanenti due singolari, con Mattia Mancini impotente al cospetto di Gianmarco Cacace (61 62), mentre sull’altro campo Stefano Travaglia si è sbarazzato 63 60 di Damiel Gimeno Traver. Il playout si è risolto nei doppi, tutt’e due combattuti e perennemente in bilico: Trusendi e Mancini hanno avuto la meglio su Di Nicola e Caparco al super tie-break (63 16 106). È bastato attendere pochi ma interminabili minuti per assistere a un’altra vittoria, quella di Furlanetto e Travaglia su Gimeno Traver e Caparco (67 62 107).
Il Tennis Italia resta in A1: sembrava un’ovvietà prima che iniziasse il campionato. E invece riuscirci si è rivelato complicatissimo. Quasi quanto conquistare lo scudetto. —
Gabriele Noli
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