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Cgc, c’è subito O’Rey Ventura Domani la sfida col Trissino

Gabriele Buffoni
Cgc, c’è subito O’Rey Ventura Domani la sfida col Trissino

Per il debutto casalingo dei bianconeri l’atteso ritorno del campione portoghese «Non vedevo l’ora di tornare, ma speravo che fosse fra qualche giornata...»

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O'Rey è pronto a tornare. Domani sera al PalaBarsacchi il Cgc Viareggio giocherà il proprio esordio casalingo stagionale e lo farà proprio affrontando il Trissino in cui da quest'anno figurerà anche uno dei più grandi - e forse anche rimpianti - ex bianconeri: Reinaldo Ventura. Per il portoghese - una delle "leggende" dell'hockey su pista mondiale - sarà la prima volta che tornerà a Viareggio da avversario, a confronto con una piazza a cui non ha mai mancato di manifestare il proprio affetto.

Ventura, domani sera per lei e per i tifosi del Centro sarà inevitabilmente una serata particolare: aspettava con ansia di tornare al PalaBarsacchi, anche se con una casacca diversa da quella bianconera?

«Quando sono stati pubblicati i calendari della serie A1 sono subito andato a guardare quando sarebbe stata la trasferta a Viareggio: non vedevo l'ora, anche se speravo arrivasse più tardi e non così a ridosso dell'inizio del campionato. I sentimenti che mi legano alla città e alla sua gente sono ancora forti, è inevitabile visto il bel periodo che ho passato con la maglia del Centro. Però sono anche un professionista e devo impormi di fare il massimo per vincere ogni partita, anche se adesso gioco per un'altra squadra: con il Trissino abbiamo iniziato molto bene mercoledì il nostro cammino (4-0 contro il Sarzana, ndr) e vogliamo continuare così. Di sicuro sabato sarà una bella opportunità per ritrovare tanti amici che mi hanno voluto e continuano a volermi bene».

Domenica scorsa, alla prima di campionato del Cgc Viareggio a Bassano, era sugli spalti insieme all'altro ex viareggino Sergio Silva (ora allenatore del Trissino): che impressione le hanno fatto i bianconeri?

«Mi sono piaciuti: la prima partita, si sa, non è mai semplice da affrontare. Per di più in trasferta su una pista insidiosa come quella di Bassano. Credo che il Centro abbia costruito una bella squadra, giovane, con tanta voglia di fare in pista e con Barozzi, Montigel e Jepi Selva a fare da trascinatori. Forse partiranno un po' indietro rispetto ad altre sulla carta più attrezzate, ma il dna del Viareggio è quello di chi non molla mai e alla lunga farà vedere i suoi frutti».

A Viareggio è rimasto molto legato e gli stessi tifosi bianconeri a lungo hanno rimpianto il suo addio.

«Sono fatto così, mi lego con facilità ai luoghi dove vivo, specialmente a piazze come Viareggio che mi sono entrate nel cuore. Sono sempre stato bene, sentendomi come a casa, e questo non potrò mai dimenticarmelo: ho avuto tante occasioni nella mia carriera per lasciare il Portogallo, prima con il Porto e poi con il Barcelos. L'ho fatto solo con il Cgc Viareggio perché fin da subito ero convinto che sarebbe stato il posto giusto per me e mi è dispiaciuto andar via senza aver potuto regalare un trofeo ai tifosi».

C'è sempre tempo per tornare, in futuro, o è un'idea che esclude?

«Mai dire mai, non escludo niente per il mio futuro. Intanto sono contento di aver lasciato a Viareggio un bel ricordo di me e di poter contare, ricambiandolo, sul rispetto dei tifosi e della società. Per adesso mi auguro solo una cosa: che magari la finale scudetto quest'anno possa essere proprio fra Trissino e Cgc Viareggio». —

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