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Versilia

Giada: «Grazie alla spada ho vinto la mia disabilità»

Gabriele Buffoni
Giada: «Grazie alla spada ho vinto la mia disabilità»

Pioggia di medaglie nell’ultima stagione per la giovane schermitrice di Seravezza  «Devo vivere il mio futuro giorno per giorno finché il mio fisico me lo consente»

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Due terzi posti, un argento e un primo premio nelle gare nazionali oltre alla medaglia di bronzo negli Assoluti italiani di scherma tenutisi pochi mesi fa a Palermo. Una stagione sportiva da incorniciare quella appena passata ma che è anche testimonianza concreta di come con caparbietà e coraggio si possano superare anche gli ostacoli più grandi. A firmare infatti questi risultati da podio è stata Giada Tognocchi, ventenne di Seravezza costretta sulla sedia a rotelle da una particolare forma di Sma (l'atrofia muscolare spinale).

«Il mio è uno dei pochissimi casi al mondo (una cinquantina in totale, ndr) in cui la malattia si manifesta con una forma non canonica - racconta - in pratica non ci sono cure e, anche se per il momento è stabile, giorno dopo giorno non so quale potrà essere il suo evolversi».

Non un buon motivo per fermarsi, almeno non per Giada. Anzi: per la giovane versiliese la voglia di mettersi in gioco e di lottare a dispetto della sua disabilità è stata lo sprone per lanciarsi nel mondo dello sport. «Da piccola ho avuto dei momenti di crisi - ammette - però dopo un paio di interventi in cui ho rischiato la vita nell'arco di pochi mesi mi sono detta che era inutile disperarsi per il futuro. Devo vivere appieno la giornata e godere di tutto quello che il mio fisico mi consente giorno dopo giorno».

Due anni fa quindi la scelta della scherma paralimpica, disciplina: spada. «In pedana siamo tutti uguali - racconta Giada - quando calo la maschera tutti i dubbi e le paure scompaiono, mi concentro solo sul prossimo assalto. C'è un che di liberatorio. L'hanno capito anche i miei genitori: all'inizio erano un po' titubanti, poi però hanno visto quanto sono felice quando sono in gara e sono diventati i primi a supportarmi».

Rimasta per le prime due stagioni in lista con una società sportiva di Navacchio, da quest'anno Giada concorrerà come atleta della Scherma Malaspina di Massa. «Purtroppo non sono molte le società sportive che prevedono questo tipo di disciplina - spiega - a Massa ad esempio sono la prima e mi allenerò con i normo-dotati. La cosa mi esalta, ma spero ovviamente che altri come me possano approfittare dello sport per mettersi in gioco e trovare un motivo di riscatto. Per me è stato così - racconta - a scuola qualcuno è arrivato perfino a dirmi che vivevo troppo male la mia malattia e che adagiandomi su di essa come scusa non avrei fatto niente nella vita. Quello che sto raggiungendo adesso per me è una rivincita, anche con me stessa».

Intanto non mancano le soddisfazioni: con i risultati iridati conseguiti sono arrivati anche il secondo posto nel ranking di categoria C (dove risiedono gli atleti con disabilità più gravi) e il decimo posto nel ranking generale italiano di spada femminile che potrebbero fruttare a Giada la possibilità di rappresentare l'Italia in una delle tappe della Coppa del Mondo di scherma. —

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