Il Tirreno

Versilia

BEACH SOCCER 

Il sogno di Carpita si avvera conto alla rovescia per i campionati mondiali

Gabriele Noli
Il sogno di Carpita si avvera conto alla rovescia per i campionati mondiali

Il portiere viareggino pronto al debutto nella massima competizione internazionale  «Sono dieci anni che mi impegno tutti i giorni per questo»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Tra i ragazzi del Muraglione ce n’è uno che più degli altri attende con trepidazione i prossimi Mondiali di beach soccer. Perché per lui sarà il primo, «a meno che nel frattempo non accada l’imponderabile». Andrea Carpita ci scherza su ma non troppo, ricordando senza farne citazione il precedente di due anni fa, quando le probabilità di salire sull’aereo con destinazione Bahamas sembravano alte, eppure non al punto da tramutarsi in certezza. Stavolta però l’avvicinamento alla madre di tutte le competizioni si sta sviluppando in modo molto diverso: da quando il commissario tecnico della nazionale Emiliano Del Duca è in carica (aprile 2018) mai nelle competizioni ufficiali si è privato del portiere viareggino, che dunque per la rassegna prevista dal 21 novembre all’1 dicembre in Paraguay può sentirsi legittimamente tranquillo. «Sarebbe davvero una gratificazione immensa, con questo sono dieci anni che mi impegno a fondo tutti i giorni per raggiungere ogni genere di successo». E pensare che prima dei Mondiali potrebbe vincere, nella migliore delle ipotesi, altri tre trofei. In ordine strettamente cronologico: Giochi Europei del Mediterraneo su spiaggia, Euro League e World Beach Games. Confessioni e speranze lasciate in dote alla vigilia della partenza per Patrasso (in Grecia) dove dal 29 al 31 agosto l’Italia proverà a confermare la medaglia d’oro messa al collo nel 2015 a Pescara, seppure il debutto contro il Portogallo ha il sapore della finale anticipata. E poi sarà chiamata a fare lo stesso a Figueira da Foz (proprio nel Paese lusitano), dove dal 5 all’8 settembre avrà luogo la Super Final della Euro League. Anche in quel caso, infatti, la nazionale di Del Duca si presenterà da campione in carica.

«Il girone con Portogallo, Ucraina e Turchia è complicato, ma non impossibile. Passa soltanto la prima, di margini per sbagliare non ce ne sono. Il nostro è comunque un gruppo abituato a disputare partite da dentro o fuori». Quella parola – gruppo – Carpita non la sceglie a caso. «Il senso di appartenenza dei giocatori è fortissimo. Quando ci ritroviamo riusciamo a mettere subito da parte le dinamiche dei club e a considerarci un tutt’uno per il bene dell'Italia. Ogni volta che difendo la porta azzurra provo orgoglio e senso di responsabilità».

Questione di maturità, dentro e fuori dal campo. Che permette anche di convivere con l’alternanza talvolta struggente tra vittorie e sconfitte. L’ultima, per il Viareggio, è stata particolarmente dolorosa. «Aver perso la finale scudetto con la Sambenedettese subendo la rete del 5-6 a 39 secondi dalla fine, fa male, malissimo. Non credevamo che l’epilogo potesse essere quello. Dobbiamo accettarlo e ricordarcene per il futuro».

Il presente, invece, è a tinte esclusivamente azzurre. «Il seguito attorno alla nazionale sta crescendo, nelle città in cui andiamo a giocare le persone ci riconoscono e sostengono. Indubbiamente la copertura mediatica di Sky (che trasmetterà i Mondiali, ndr) contribuisce. Fa piacere, è innegabile. Speriamo di regalare più soddisfazioni possibili ai tifosi. E a noi stessi». —

Gabriele Noli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana