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La neonata Virtus incontra i tifosi ma si presentano solo in sette
Il presidente Marsella: «Per un anno forse dovremmo giocare a Montignoso ma conto di tornare qui presto»
viareggio. Si è tenuto venerdì sera, nel centro sportivo di via Filzi all’ex campo d’Aviazione, l’incontro tra la Viareggio Ultras e altri sportivi sul momento difficile che sta attraversando il calcio viareggino.
Il Viareggio 2014 retrocesso in Eccellenza non è stato iscritto per un errore da parte dei dirigenti e non è stato ripescato in serie D dopo avere inoltrato la domanda. La realtà quindi per questa società pare la Terza categoria. La speranza, per tutti gli sportivi bianconeri, è che il sindaco Giorgio del Ghingaro, dopo avere annunciato l’avvio dei lavori allo stadio dei Pini, prosegua nella serie di incontri che ha iniziato con imprenditori e sportivi locali che hanno a cuore le sorti del calcio viareggino e che possono contribuire una volta per tutte al suo rilancio. Ieri pomeriggio alla Boutique del cocomero in via Vespucci, Federico Marsella, presidente della neo nata Virtus Viareggio, che prenderà parte al campionato di Eccellenza ha organizzato un incontro con gli sportivi bianconeri (solo sette presenti) per cercare di avvicinarli a questa nuova realtà. Il fatto di giocare a Montignoso e di non avere fra l’altro fra i propri tesserati calciatori della zona, solo Giacomo Cinquini è di Viareggio per ora, non ha trovato i consensi che magari si aspettavano i dirigenti. «Non mi sento certo massese – dice Marsella –; cercheremo quanto prima di venire a giocare a Viareggio. Stiamo contattando delle società per allenarci, ma ci sono dei contratti in essere con altre società, per esempio per la Vigor; stiamo parlando per Camaiore, san Giuliano, il campo del centro Polo sarà omologato nel 2020. Ho parlato con Mario del Pistoia; poi speriamo nella disponibilità dello stadio dei Pini. Per un anno dovremo forse stare lontani e giocare a Montignoso, se non emergeranno problemi di ordine pubblico, ma lavoriamo per venire qui. Stiamo cercando di parlare con il sindaco per illustragli il nostro progetto, ma non ci riusciamo». —
Roy Lepore
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