Il Tirreno

Versilia

torneo delle contrade del palio 

La Quercia raggiunge la Cervia nella finalissima

Gabriele Buffoni
La Quercia raggiunge la Cervia nella finalissima

Contro il Ranocchio decide il solito Rodriguez, che fa tripletta e arriva a quota dieci reti in appena quattro partite

2 MINUTI DI LETTURA





querceta. Sarà Cervia-Quercia la finalissima del 48° torneo delle contrade del Palio dei Micci di Querceta (fischio d’inizio sabato alle 21, 30 allo stadio Buon Riposo di Pozzi). La squadra bianconera allenata da Francesco Bozzi si è infatti imposta per 3-1 su un Ranocchio tanto caparbio quanto inconcludente sotto porta.

O meglio: più che la Quercia, a piegare in ginocchio i gialloverdi nella semifinale di martedì è stato il bomber Samon Reider Rodriguez (ex Seravezza, ora di stanza in Portogallo all’Olhanense).

Il fortissimo attaccante cubano ha infatti dimostrato ancora una volta di essere un “alieno” in campo, appartenente ad un’altra galassia calcistica rispetto al resto dei suoi avversari (e pure dei suoi compagni): tripletta per lui e quota 10 centri raggiunta in quest’edizione del torneo (ovvero in solo quattro partite disputate: una media da record). Pronti via ed è subito Rodriguez-show: il “puntero” della Quercia nel primo quarto d’ora prende le misure sfiorando il gol in almeno tre occasioni clamorose (finendo però o per svirgolare la conclusione o per farsi murare da Federigi) prima di convolare a rete al 19’con un sinistro a volo che insacca inesorabilmente il bel cross di Prosperi. Il Ranocchio prova ad arginare lo strapotere della punta avversaria e mette in campo grinta e orgoglio ma non basta: la Quercia si chiude a riccio con dieci giocatori che vanno a fare densità nella propria metà campo chiudendo ogni varco per la porta difesa da Bedei. L’unico brivido arriva alla mezz’ora con un tiro da distanza siderale di Tognarelli che coglie il palo. È il segnale che sveglia Rodriguez, evidentemente resosi conto che un solo gol di scarto poteva non essere sufficiente a tenere a bada gli avversari.

Preoccupazione presto risolta: con una facilità disarmante, al 42’ un sinistro da fuori area del cubano si insacca nell’angolino basso senza lasciare scampo a Federigi e chiude i giochi. Nella ripresa infatti – di fronte ad un Ranocchio sempre più sbilanciato con il passare dei minuti – la Quercia avrebbe anche potuto dilagare, non fosse per l’eccesso di generosità della punta cubana che cerca in ogni modo di premiare i compagni improvvisandosi assist-man. Tutte occasioni che – talvolta anche di poco – vengono però sprecate tanto che al 27’ del secondo tempo Gianmarco Mancini tenta il “colpo gobbo” e accorcia le distanze.

Una mera illusione per il Ranocchio: al 41’ ancora Rodriguez mette in cassaforte il risultato con una gran sgroppata in contropiede e regala la seconda finale consecutiva alla Quercia. —

Gabriele Buffoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino