«Porto male, e allora tiferò per il Centro»
Antonio Meccheri, attore fortemarmino della Burlamacco ’81 «Ma meglio lo scudetto a Viareggio piuttosto che a Lodi»
«Poteva andare peggio: avrebbe potuto vincerlo di nuovo il Lodi. Tra i lombardi e il Viareggio, almeno nel peggiore dei casi rimane vicino. Non in Versilia, ma almeno qui accanto». Non poteva che esordire con una battuta Antonio Meccheri, l'attore dialettale che più di ogni altro rappresenta Forte dei Marmi nel panorama della comicità versiliese. Appassionato di hockey ed ex cronista (anche) di sport, la penna fortemarmina della compagnia teatrale Burlamacco '81 trascorre in modo del tutto personale questi giorni di attesa in vista della gara 5 che domani sera assegnerà lo scudetto alla vincitrice tra Forte e Cgc.
Antonio, dopo tanti anni sui palchi della Canzonetta di Viareggio come vivi questo derby-scudetto che vede affrontarsi le due grandi rivali della riviera?
«Chiaramente rimango sempre e comunque tifoso del Forte, quindi incrocio le dita e confido in una reazione della squadra dopo le ultime due sconfitte che hanno ribaltato il vantaggio iniziale. Però, battute a parte, qualunque sarà il risultato, in qualche modo non mi ritroverei del tutto scontento. Se avessi potuto scegliere, questa sarebbe stata la finale cui avrei sempre preferito assistere. E se proprio questo scudetto non lo dovesse vincere il Forte, meglio che vada al Viareggio che al Lodi, specie dopo che ce l'hanno mandato di traverso gli ultimi due anni. Sarà che, tra Viareggio e la Versilia "storica", con i tanti spettacoli che ho fatto mi sento comunque a casa, ma credo che questo derby sia tutto da godere per il bello spettacolo che sta regalando non solo in pista ma anche sugli spalti dei palazzetti».
Promuovi dunque la cornice di pubblico di questa finalissima?
«A pieni voti, stavolta ancora più che nel 2015. La cosa che mi è piaciuta di più infatti è che fortunatamente finora non ci sono stati incidenti come quella bottiglia lanciata quattro anni fa nella gara 1 al PalaBarsacchi. La mamma degli stupidi è sempre incinta, è risaputo, ma almeno stavolta ci siamo presi una pausa da gesti sciocchi e ne risulta esaltata la sportività. Si è visto veramente un gran bel tifo, con tanti cori e sfottò come piace a me. Sia ben chiaro, quelli ci devono essere: io e Morganti ci campiamo da anni con le prese in giro, sono il pepe che rende tutto più bello. Da anni prendiamo di mira i lucchesi, ma mica perché gli vogliamo male: anzi, se morissero saremmo tutti pure più contenti. Però l'ombra del campanile non deve oscurare tutto quanto: un sano sfottò non ha fatto mai male a nessuno».
Da sportivo e tifoso, ti ricordi qualche aneddoto per raccontare la rivalità tra Forte e Viareggio?
«Il primo che mi viene in mente riguarda però il calcio. Quando ero diversamente vecchio giocavo a calcio nel Forte mentre un mio amico, Roberto Del Carlo, giocava nella Dukla Viareggio. Durante un derby scoppiò il solito parapiglia e lui, per portarmi via dalla ressa, mi prese per il collo gridandomi "vieni via, Antonio, vieni via". In tutta quella baraonda l'arbitro, che non capì nulla, espulse solo due giocatori: noi due che ci stavamo aiutando a vicenda».
Sabato sarai presente al palazzetto per quest'ultima sfida che assegnerà lo scudetto?
«Probabilmente sì, ma sto pensando di venire in incognito: in parecchi dicono che porto male. Penso che mi metterò un paio di baffi e un abito di scena e mi infiltrerò mischiandomi ai tifosi. È chiaro poi che, essendo di fede rossoblù, sono pronto al sacrificio: se a segnare per primo sabato sera sarà il Cgc Viareggio e fosse quindi comprovato che porto una certa scalogna, inizierò a tifare Centro cercando di ribaltare la situazione. Per lo scudetto si può fare questo e altro». —
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