Il Tirreno

Versilia

Ora i bianconeri sognano una rimonta da leggenda

Gabriele Buffoni

Martedì si torna al Palabarsacchi: l’obiettivo Cgc è pareggiare la serie Ma la partita di ieri è già storica: un caso simile avvenuto solo nel 2009 

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la sfida infinita

Non è ancora finita. Lo temeva Pierluigi Bresciani, mentre nei giorni scorsi – vissuti in modo travagliato per l’annuncio shock delle dimissioni del ds Alessandro Pardini – se lo erano augurati tutti i tifosi del Cgc Viareggio. Il palasport di Vittoria Apuana è caduto proprio in quella gara 3 che i sostenitori rossoblù si auguravano fosse teatro per i festeggiamenti più sfrenati, quelli per la vittoria non solo del quarto scudetto nella storia della società di via Ferrucci ma anche del secondo tricolore (dopo quello del 2015) strappato agli storici rivali del Cgc Viareggio. Non è andata così e sugli spalti dedicati ai padroni di casa – dove si è registrato il tutto esaurito – del PalaForte è caduto, seppur per un solo istante, il silenzio della consapevolezza: si va a gara 4, è inevitabile tornare nella tana del “nemico” , in quel PalaBarsacchi che certo sarà alcova bianconera e dove potranno essere presenti solo un centinaio di ultras fortemarmini (secondo le disposizioni della questura valide per tutte queste gare di derby-scudetto).

Un guizzo d’orgoglio, quello dei bianconeri di Francesco Dolce, arrivato quando la prova era senza appello. Ma che è già storia. Aver rovinato ai rivali rossoblù la festa già pronta al PalaForte, con il pubblico avversario accorso in massa per veder alzare al cielo il principale trofeo della serie A1 italiana, potrà però avere ripercussioni (anche psicologiche) su entrambe. Se quello di ieri sera sia stato solo un lampo viareggino o se rappresenti l’inizio di una (fino a ieri) impronosticabile rimonta, solo la pista potrà dirlo: quel che è certo è che solo una volta – nel totale delle 11 edizioni in cui la finale si è giocata alla meglio delle cinque partite – una squadra inizialmente in doppio svantaggio nella serie è riuscita a trascinare a gara 4 l’avversaria.

Bisogna tornare indietro fino al 2009, anno in cui il Follonica – reduce da quattro scudetti consecutivi – finì sconfitto dal Bassano: i veneti – vincenti nelle prime due gare per 6-3 e 6-2 sui maremmani – trionfarono solo in gara 4 (di misura, per 3-2) dopo la sconfitta rimediata a Follonica per 7-4 nella terza sfida della serie. In quel caso la vittoria dei vicentini fu soltanto ritardata, ma ogni finale ha la sua storia e questo Centro ha dimostrato di non aver ancora gettato la spugna.

Fallito un match-point, è però certo che il Forte dei Marmi avrà l’occasione di rifarsi (e di aggiudicarsi lo scudetto) già martedì quando – fischio d’inizio alle 20,45 – al PalaBarsacchi si disputerà gara 4. I rossoblù di Pierluigi Bresciani saranno dunque costretti a tornare sulla pista viareggina dove già in gara 1, ai tiri di rigore, sono riusciti ad avere la meglio sui rivali imponendosi per 6-5. L’impresa di espugnare il palasport bianconero non è perciò impossibile e sicuramente il Forte vorrà tentare di chiudere i conti: non approfittare del secondo match-point per chiudere la finalissima sarebbe infatti un rischio enorme per i versiliesi che si ritroverebbero, dopo aver condotto la serie per 2-0, a vedersi raggiunti dagli storici rivali. E se la prospettiva è quella di tornare eventualmente a gara 5 sulla pista di Vittoria Apuana, il pericolo di veder a quel punto concretizzarsi una clamorosa remuntada da parte del Cgc Viareggio sarebbe davvero concreto. Pochi giorni dunque per rimettere in ordine le idee e prepararsi alla sfida definitiva: date le premesse gara 4 si prospetta come uno scontro campale dove entrambe le contendenti cercheranno in ogni modo di prevalere. Ogni errore, per entrambe, potrebbe arrivare a costare davvero caro. —

Gabriele Buffoni

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