Lo sport piange Mariotti senior il pioniere dell'hockey
Giocatore, allenatore e presidente del Circolo Pattinatori era il padre di Massimo ed Enrico che ne hanno seguito le orme
Se n’è andato in punta di piedi, lasciando dietro di sé una lunga storia da raccontare e tanti insegnamenti: ieri mattina, all’ospedale Misericordia di Grosseto, si è spento, per un male incurabile, Marco Mariotti, 80 anni, l’uomo che ha “inventato” l’hockey in Maremma. Marco ha dedicato la sua vita sportiva al Circolo Pattinatori Grosseto: da giocatore, allenatore, dirigente e presidente. Ha poi fatto crescere i suoi due figli Enrico e Massimo nel mondo dello sport, conducendoli a un’ascesa eccezionale proprio nell’hockey. Il primo adesso allena il Follonica, ma come giocatore ha vestito sia la maglia del Cgc Viareggio (con cui ha vinto l’unico scudetto della storia della società bianconera) che del Forte dei Marmi, mentre il secondo - prima di diventare l’attuale tecnico della Nazionale azzurra - ha sia giocato che allenato il Cgc Viareggio.
Marco è stato un campione, un personaggio che ha scritto pagine indelebili dello sport a rotelle grossetano, impegnandosi in prima persona quando, negli anni Ottanta, l’hockey è precipitato in una crisi profonda che l’ha fatto scomparire.
La sua tenacia è stata encomiabile. Aveva una volontà di ferro, anche quando era chiaro che per il Cp Grosseto non c’era via d’uscita, senza più un palazzetto dove allenarsi, con la Bombonera di via Lago di Varano che fu usata per il maxiprocesso alla mafia.
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Nell’ultimo decennio, però, il Grosseto hockey è tornato a risorgere e Marco Mariotti era lì a seguirlo. Qualche settimana fa suo figlio Massimo, anche lui rientrato nella società come allenatore della squadra di serie B, gli ha regalato l’ultima emozione vincendo il campionato e riportando, dopo 30 anni, la squadra in un campionato importante come la serie A2.
Il cordoglio, alla notizia della scomparsa di Mariotti, ha fatto in poche ore il giro del web e le condoglianze sono arrivate da tutta l’Italia hockeystica. Dai massimi dirigenti della Federazione alle società sparse per lo stivale, in un unico abbraccio rivolto sia allo sportivo che ai familiari. Le condizioni di Marco Mariotti si erano aggravate nelle ultime settimane, lasciando purtroppo poche speranze. Al suo capezzale sono sempre rimasti la moglie Gina e i due figli.
Marco nel Cp Grosseto ha ricoperto tutti i ruoli: ha cominciato come atleta e ha continuato come allenatore, vincendo gli scudetti nella categoria Esordienti e Ragazzi nel 1978, Allievi nel 1981 (con Massimo ed Enrico in campo) e nel 1982, guidando la prima squadra in A2 e B fino agli anni Ottanta. È stato consigliere del Cp e, infine, presidente. Sempre spronato a fare meglio dalla moglie Gina, che lo ha seguito in ogni passo, Mariotti, come i figli, è stato un atleta a tutto tondo: è passato dall’atletica leggera (la sua specialità era il salto in alto) alle corse su strada (vinse anche un titolo regionale nel 1955) per poi approdare all’hockey su pista (ha giocato fino al 1972, vincendo il campionato di serie C).
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Ma è stato soprattutto un allenatore straordinario, iniziando quella che per l’hockey cittadino è stata l’età dell’oro. Ha allentato i figli Massimo ed Enrico, che poi hanno spiccato il volo per vincere tutto, e ancora Stefano Saccocci, Riccardo Bruzzi, Roberto e Franco Polverini.
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