Il presidio
Volpi: chiederemo di essere ripescati in serie D
Mister Macchetti deluso dall’atteggiamento dei giocatori: «Hanno dimostrato poco attaccamento alla maglia bianconera»
VIAREGGIO. L’allenatore Andrea Macchetti ci ha creduto fino all’ultimo di poter salvare il Viareggio, che invece retrocede in Eccellenza dopo quattro anni avendo perso lo spareggio con la Sinalunghese 3-0 che avrebbe consentito di cercare poi la salvezza in caso di vittoria con lo Scandicci ai playout.
Al termine di questa partita si sente tradito dalla squadra che non ha saputo reagire al gol subito?
«In sette partite da quando sono arrivato era difficile cambiare la realtà – dice il tecnico – però ci ho messo tutto me stesso per cercare di salvare la squadra, come merita una città blasonata come Viareggio. Ed invece dopo il gol non c’è stata reazione, c’è gente che ha dimostrato di non essere attaccata a questa maglia che festeggiava quest’anno cento anni di storia. Una squadra senza grinta né la determinazione che ci voleva per tentare di vincere».
Dopo che ha sostituito Ceccarelli, per evitare l’espulsione dopo l’ammonizione, la squadra è cambiata totalmente.
«In attacco non siamo stati capaci di creare nulla di pericoloso e alla fine nel recupero ci sono stati gli altri due gol, ma era prima che dovevamo fare qualcosa per cercare di vincere. Questo è il limite di una formazione che è come si fosse sciolta al sole, anche se il sole non c’era. Mi dispiace per i tifosi ai quali chiedo scusa. La società mi ha confermato».
Anche il direttore genetale Tommaso Volpi è critico con la squadra. «Se domenica scorsa con lo Scandicci aveva lottato, stavolta contro la Sinalunghese non ha avuto la reazione che era necessaria per centrare la vittoria. L’uscita di Ceccarelli è stata determinante, mi aspettavo certamente di più. Adesso presenteremo domanda di ripescaggio per la serie D, perché ci è consentito. L’intenzione della proprietà è infatti quella di rimanere a Viareggio. Peccato che sia finita in questo modo, ci abbiamo creduto nella salvezza fino all’ultimo, dopo che avevamo diminuito il debito della società che abbiamo ereditato dalla precedente proprietà». —
Roy Lepore
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