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Dinelli: «Avrei voluto coinvolgere più giovani»
L’ex presidente alla presentazione di “Orgoglio bianconero” parla degli undici anni trascorsi alla guida del club
VIAREGGIO. Il libro “Orgoglio Bianconero 1919-2019 Cento anni di calcio a Viareggio” è stato presentato ieri mattina anche alle classi quarte e quinte del liceo sportivo al “Carlo Piaggia” in Darsena, alla presenza di alcuni degli autori e dell’ex presidente dell’Esperia Viareggio Stefano Dinelli. Gli onori di casa sono stati fatti dalla preside Maria Rosaria Mencacci e dal vice preside Andrea Nardi; era presente anche il professore di educazione fisica Andrea Bemi, ora in pensione, che è stato tra i promotori del liceo sportivo al “Carlo Piaggia”.
La preside ha voluto riconoscere l’importanza del libro, non solo perché racconta la storia del calcio e della città di Viareggio ma soprattutto per la finalità sociale (il ricavato del progetto viene destinato alle associazioni di volontariato).
L’ex presidente Stefano Dinelli dal canto suo ha ripercorso di fronte alla platea di studenti i suoi undici anni alla guida dell’Esperia Viareggio in Lega Pro. «Ho il rimpianto di non essere riuscito a coinvolgere del tutto nel nostro progetto i giovani – dice Dinelli – e poi, viste le condizioni in cui versa lo stadio dei Pini, di non avere potuto realizzare la Cittadella dello sport e un nuovo impianto per il Viareggio calcio. Sono stati anni indimenticabili, che mi porterò per sempre dentro di me, perché nel nostro piccolo abbiamo dato la possibilità a tanti ragazzi di diventare dei campioni, che oggi sono affermati e che si ricordano di noi. Tra loro Totò Di Natale, Leonardo Pavoletti, Simone Zaza (oggi al Torino, squadra per la quale tifo, che è stato anche alla Juventus e al Valencia). Domenica quando gli ho consegnato il libro a Ferrara in occasione della partita contro la Spal, dove c’è direttore generale Andrea Gazzoli che con orgoglio ho avviato a questa professione nel Viareggio, Simone si è commosso. Per Zaza Viareggio è stata una bella parentesi della sua vita. Quando lo cedemmo all’Ascoli in serie B non ci voleva andare, perché stava bene qui, e andava in Passeggiata a fare colazione al bar Fauzia. Voi studenti siete il nostro futuro, spero che possiate dare il vostro contributo tifando e stando vicino anche alle squadre delle vostre città e non solo seguire le sorti di Milan, Juve e Fiorentina o ammirare solo Cristiano Ronaldo». —
Roy Lepore
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