Il Tirreno

Versilia

Il CANNONIERE senza età  

Lo Sparviero torna a segnare Francesconi in gol a 49 anni

Michele Citarella
Lo Sparviero torna a segnare Francesconi in gol a 49 anni

Dopo aver fatto l’allenatore, il bomber ha deciso di rimettere le scarpette ai piedi All’esordio con il River Pieve (Prima categoria) ha segnato la rete della vittoria

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Alberto Francesconi torna a far parlare di sé. E fin qui, visto il calibro del personaggio, nessuna novità: lo Sparviero di Sant’Anna è stato un apprezzato calciatore con 14 campionati vinti e tante esperienze nei professionisti. Una di queste anche nel Viareggio, dove ha lasciato un ottimo ricordo del suo passaggio. La notizia, però, sta nel ritrovare Francesconi nuovamente al centro delle aree di rigore. Di più: nel tabellino dei marcatori. Il 49enne che sul campo non pare mai invecchiare è tornato alla ribalta per essersi rimesso le scarpette ai piedi e aver segnato un gol nella gara dell’esordio (strano parlare di esordio a 49 anni) con la maglia del River Pieve, Prima categoria. Un gol pesante, realizzato all’84’ del match vinto contro lo Staffoli, che permette ai garfagnini di Edoardo Micchi (tre anni in meno di Francesconi) di poter ancora sognare il salto di categoria in promozione.

Queste le impressioni a caldo dello Sparviero di S. Anna: «Ero in panchina quando mister Micchi mi ha chiesto di entrare per una decina di minuti. Ho dato l’ok e dopo pochi palloni toccati ho avuto l’occasione di mettere in rete il gol decisivo per i tre punti. Come sto? Bene. Mi alleno da tre settimane e non pensavo di poter essere già decisivo. Sono contento di aver dato una mano ai compagni, al tecnico e al direttore sportivo. Spero di fare ancora bene in questo gruppo».

Ma come è nata la scelta di tornare a giocare a 49 anni? «Vengo da un’esperienza nelle vesti di allenatore – racconta Francesconi – Non pensavo di rimettere le scarpette ai piedi. In questi ultimi tempi il calcio per me è stato solo visionare partite e accompagnare mio figlio agli allenamenti. Poi però è arrivata la chiamata decisa del direttore sportivo Antonio Nelli, seguita da quelle del tecnico e dei ragazzi della rosa del River. Non ho resistito alla voglia di tornare in campo. Per adesso, non penso ad allenare: l’esperienza al Margine Coperta resterà l’ultima in panchina, per ora».

Durante l’esultanza, c’è stata un fatto che ha fatto sorridere il bomber: «Sono stato sommerso dagli abbracci – racconta – Mi ha fatto piacere che il primo sia venuto dal mio compagno Francesco Satti, centrocampista che ho allenato al Castelnuovo e con cui ho avuto un deciso confronto durante la stagione. Acqua passata, ma (e ride, ndr) Francesco non deve più chiamarmi mister, perché l’allenatore è Edoardo Micchi».

Una storia d’amore quella tra Francesconi e il calcio cresciuta nonostante la contrarietà del padre, noto chirurgo lucchese, che per il figlio auspicava successi nello studio più che sul campo. Tant’è che lo iscrisse anche in un collegio di Prato (il Cicognini). Ma Alberto aveva e ha talento soprattutto per il pallone. Un talento senza età. —

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