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Mazzone, il difensore con il vizio del gol «E mi diverto a farli anche su rigore...»

Massimo Guidi
Mazzone, il difensore con il vizio del gol «E mi diverto a farli anche su rigore...»

Gioca, segna e si diverte nel “suo” Capezzano «Rimpianti? Se non hai sfondato a 25 anni devi lavorare»

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Otto reti a metà campionato sono un ottimo bottino anche per un attaccante. Figuriamoci poi se a segnare tutte quelle reti è un difensore. Il personaggio in questione è Gabriele Mazzone, il caudillo della difesa del Capezzano del quale è anche il goleador principe. È vero: quattro di queste reti sono state messe a segno su calcio di rigore, ma come lui afferma giustamente «i rigori bisogna avere il coraggio di tirarli e poi realizzarli». Nell’ultimo turno Gabriele di reti ne ha realizzate addirittura due, una su rigore ed una su azione, griffando di fatto il successo del Capezzano nel derby contro il Bozzano che è stato anche scavalcato in classifica dalla formazione di Riccardo Coli. Trenta anni da compiere il prossimo settembre, Gabriele è un difensore centrale dotato di grande forza fisica, bravo nel gioco aereo e al quale piace anche impostare l’azione. Cresciuto nella Ninfea, passa al Pisa dove rimane per tre anni. Poi il passaggio al Camaiore, dove esordisce nel campionato di serie D ad appena sedici anni. Rimane sei stagioni in bluamaranto, tra serie D ed Eccellenza, poi le esperienze con Forte dei Marmi, Delta Porto Tolle, Ventimiglia, La Portuale e quindi dal 2016 al Capezzano dopo una breve parentesi nel Rapallo.

Che effetto ti fa essere il cannoniere della squadra?

«Mi fa piacere ci mancherebbe, ma tieni presente che quattro delle otto reti, qualche sito me ne dà una in meno, le ho realizzate su calcio di rigore, esercizio comunque che non è così semplice da portare a termine».

Del resto anche in categorie superiori le tue reti le hai sempre segnate.

«Sì, ho sempre realizzato quattro-cinque reti a campionato sfruttando la mia abilità nel gioco aereo. Un bottino che ho potuto impinguare da quando sono a Capezzano dove sono stato designato rigorista della squadra».

In quale modo preferisci calciare i rigori?

«Diciamo di precisione, dopo avere guardato fino all’ultimo il portiere».

Perché hai scelto il Capezzano quando ancora potevi giocare in categorie superiori?

«Il mio lavoro (opera in una grande azienda di materiali per l’edilizia, ndr) mi assorbe tanto tempo. E di questa scelta non mi sono certo pentito, visto che il Capezzano è una società a carattere familiare ma che lavora con grande professionalità soprattutto nel settore giovanili. Ma anche a noi della prima squadra non manca niente».

Hai esordito giovanissimo in serie D: hai qualche rimpianto di non essere riuscito a salire ulteriormente di categoria?

«Sono contento per quello che ho fatto. Io sono del parere che se a 24-25 anni non giochi almeno in serie B è meglio che cominci a pensare ad andare a lavorare».

Dove può arrivare il Capezzano?

«Qualche infortunio ci ha un po’ penalizzato. Spero comunque di centrare i play off». —

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