Il presidio
Il dg Luisi: il gruppo c’è sapremo fare a meno del bomber Rodriguez
SERAVEZZA. Il Seravezza Pozzi esce ancora sconfitto in trasferta, per la terza volta consecutiva, ma non crolla dopo la turbolenta partenza del bomber Rodriguez, volato in Portogallo: una sconfitta in casa della capolista ci sta soprattutto per il fatto che il punteggio sino alla fine è stato in bilico e anzi si torna in Versilia con tanti rimpianti per una prestazione di assoluta sostanza della squadra contro una avversaria che al primo tiro in porta dopo due terzi di gara ha trovato un gol per un errore di valutazione del portiere Cavagnaro. Insomma, il SeraPozzi ha retto alla grande la partenza del suo maggior terminale offensivo che ha costretto mister Vangioni ad un cambio di impostazione del gioco. Alla fine zero punti, ma la sensazione per la squadra di esserci a pieno e di poter ripartire quanto prima nella corsa ad una posizione tranquilla. Il commento è del direttore generale Edo Luisi.
Un’altra sconfitta in trasferta, ma la squadra ha tenuto?
«Credo che si possa dire che sia una delle migliori prestazioni che la squadra ha offerto in trasferta: abbiamo a lungo tenuto il pallino del gioco e fatto la partita. Abbiamo avuto qualche occasione interessante, fino a quando nella ripresa su questa punizione da 30 metri c’è stato un errore di valutazione del portiere nella convinzione che non fosse un tiro, ma un cross. Alla fine è riuscito a deviarla sul palo, ma non a respingerla definitivamente e la palla è entrata. Dopo il gol abbiamo costruito qualche occasione interessante, poi nel finale l’hanno chiusa».
Che Seravezza Pozzi può essere senza Rodriguez?
«Rodriguez era un’eccezionale terminale offensivo e il gioco veniva finalizzato verso di lui ed è ovvio che ci manca. Ma dal punto di vista della personalità sono altri i giocatori che ne fanno una squadra solida che anche sul campo della capolista va a fare la partita. Il gruppo c’è e quindi, c’è maggiore dispiacere per il fatto che ce la siamo giocata ed il risultato non fotografa quanto visto in campo». —
Michele Morabito
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