L’Italia vola sulle ali dei ragazzi del Muraglione
Battuta la Russia con cinque reti su sei firmate dai viareggini. Oggi la sfida con l’Ucraina può regalarci la finalissima
VIAREGGIO
Per conquistare l'Europa bisognava affidarsi ai viareggini, loro sanno come si fa. Non siamo ancora in finale, perché la Russia l'abbiamo battuta nel supplementare (prendendoci 2 punti e non 3), con Simone Marinai che si è avvitato su se stesso manco fosse un cavatappi per girare in rete il pallone servitogli da Corosiniti. Ad Alghero nessuno ha capito come sia stato possibile. Tutto istinto, zero ragione. Ma la ragione è comunque sua, come di Gori e Ramacciotti, una doppietta ciascuno prima per generare un'aleatoria illusione e poi per (ri)aggrappare la Russia. Rimonta che non si sarebbe mai concretizzata senza le mani di Carpita, intese come assist. E in subordine parate.
Sembra un paradosso, è la realtà. Cinque dei sei gol con cui abbiamo finalmente piegato un avversario negli ultimi anni rimasto più volte indigesto sono stati firmati dai "ragazzi del Muraglione", quelli che nel 2016 erano saliti sul tetto dell'Europa dei club, vincendo la Euro Winners Cup col Viareggio.
Dopo aver sconfitto venerdì la Bielorussia sempre di misura (5-4) e con le coronarie in affanno, ieri serviva qualcosa di più. O forse molto. L'agonismo ha sovrastato la bellezza, quando in campo c'è la Russia è la regola, non l'eccezione. La Nazionale si è ritrovata a dover inseguire, colpa del diagonale beffardo di Shishin al 9' di una prima frazione chiusa però in parità grazie al terzo tempo aereo di Ramacciotti sull'invito telecomandato di Gori da corner. Proprio lui, "Tin-Tin", ha deciso che all'alba del secondo tempo era giunto il momento di vivere di luce propria: acrobazia volante sul lungo rinvio di Carpita. Sorpasso ed estasi. Durato tutto troppo, maledettamente poco. La Russia, abilissima nell'individuare e sfruttare i punti deboli dell'avversario, ha colpito tre volte in otto minuti, con Zemskov, Nomikov e Krash. Sopra 2-1 siamo finiti sotto 4-2 senza renderci conto di come fosse possibile. Fortuna nostra che Ramacciotti ci ha messo la testa allo scadere di frazione, tenendoci in vita. Quando Paporotnyi ha siglato il 5-3, è sembrato che il cielo non potesse più colorarsi d'azzurro. Gori (con un'altra rovesciata) e Zurlo hanno dimostrato che niente era perso, neppure l'incontro. Prolungato ai supplementari da un 5-5 illogico, come la zampata di Marinai nel cuore dell'area e dell'overtime. Tutto bello, tutto vero.
Oggi alle 17,45 basterà battere (anche ai rigori) l'Ucraina ferma ancora a 0 (diretta su www.beachsoccer.com) per centrare la finale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
