Italia
L’arrivederci del capitano: «Un giorno tornerò...»
Ieri, durante la festa di fine stagione, il saluto del campione del Forte dei Marmi «Vado in Spagna ma il mio cuore è qui: lascio per una incomprensione»
FORTE DEI MARMI. Una festa per salutare la stagione appena conclusasi, ma l'amarezza del tricolore sfumato contro il Lodi non ha guastato gli animi dei tifosi e appassionati accorsi al Caffè Mazzini 85 ieri sera per l'apericena rossoblù. Per i fortemarmini è stata infatti l'occasione per portare un saluto ai protagonisti di questo campionato e soprattutto a quei giocatori in procinto di lasciare la maglia rossoblù: Gonzalo Romero, Marco Pagnini, Gaston De Oro, Francesco Rossi e il capitano Enric Torner Galindo che, dopo 5 anni, torna a giocare in Spagna con il Girona.
Torner, perché la decisione di tornare in Spagna?
«Cercavo una situazione che mi desse tranquillità e questo significava o avvicinarsi alla mia famiglia o rimanere qui a Forte, che per me è come ormai una seconda casa. È per questo che ho rifiutato anche alcune offerte avute da altre squadre qui in Italia, fosse per me sarei rimasto in rossoblù: purtroppo però c'è stata un'incomprensione al momento del rinnovo e alla fine ho scelto per tornare vicino alla mia famiglia almeno per la prossima stagione».
Un addio o un arrivederci?
«Spero un arrivederci. Forse tra un paio di anni tornerò a giocare in Italia, magari ancora al Forte. Per quanto mi riguarda questa è e rimarrà sempre una maglia da amare ed onorare con il massimo rispetto».
In questi cinque anni in Versilia si è integrato molto bene, trovando anche l'amore.
«Quando sono venuto qui volevo solo crescere e migliorarmi come giocatore però in breve tempo mi sono ritrovato ad integrarmi veramente bene: mi sono vestito nel Palio dei Micci di Querceta, ho stretto amicizie importanti che sono sicuro continueranno anche dopo il mio ritorno in Spagna e più di tutto, tre anni fa, ho incontrato la mia fidanzata. Questi cinque anni in Versilia hanno sicuramente lasciato un segno importantissimo nella mia vita, anche e soprattutto fuori dalla pista».
Lacia la maglia rossoblù senza tricolore: avrebbe preferito un saluto meno amaro?
«La verità è che, nonostante quest'ultima sconfitta sia un boccone duro da digerire, non riesco a non guardarmi alle spalle provando un certo orgoglio. Per me vincere lo scudetto quest'anno sarebbe stato un sogno, sia perché avrei lasciato questa maglia nel migliore dei modi sia perché, visti i tanti problemi con cui abbiamo iniziato questa stagione, sarebbe stato il giusto premio per la gente che non ci ha mai abbandonato. È stato un peccato, ma il Lodi ha meritato di vincere. Però dobbiamo comunque essere soddisfatti di quello che abbiamo realizzato arrivando anche quest'anno a giocarci tutte le finali in Italia e affrontando alla pari corazzate come Barcellona e Benfica».
Di queste 5 stagioni al Forte quali ricordi porterà con sé?
«Innanzitutto la sensazione di aver scritto pagine importanti nella storia di queste società, dal primo scudetto alla Coppa Italia. Però anche le sconfitte che, ripensandoci adesso, sono comunque state tappe importanti: la Coppa Cers, la Final Four di Eurolega. Me ne vado con la sicurezza di aver realizzato quello che prima di arrivare a Forte era il mio sogno, ovvero giocare ai livelli più alti. E auguro davvero che anche il futuro sia così roseo: giocherò a Girona, ma con il cuore tiferò sempre rossoblù».
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