Il presidio
Bresciani amaro: non meritavamo di chiuderla qui
Il tecnico fortemarmino fa i complimenti ai lombardi e ammette: rammarico enorme per gara1
FORTE. Sulla pista del PalaCastellotti di Lodi esplode la festa per il terzo scudetto giallorosso, il secondo consecutivo (ed entrambi contro il Forte) per la compagine lombarda. La folla di lodigiani in festa irrompe – una volta dato il via libera – nel rettangolo di gioco, mentre tutt’intorno, tra spruzzi di champagne e balli euforici, rimbombano le note dell’inno dell’Amatori sparate a tutto volume dalle casse del palazzetto. Pochi metri fuori dalla pista, però, imboccato il tunnel dello spogliatoio ospite, tutto quel rumore festoso arriva attutito. Come a fare da beffardo sottofondo ai pensieri colmi di amarezza e rimpianti del tecnico fortemarmino Pierluigi Bresciani, costretto a digerire il boccone più amaro di sempre: veder spegnersi il sogno tricolore subendo una debacle di 3 gare a zero nella finalissima.
«Bisogna fare innanzi tutto i complimenti al Lodi – dichiara il mister rossoblù – riuscire a chiudere la questione scudetto in 3 partite è un’impresa di grande rilievo e questo non si può non riconoscerlo. Detto questo, è chiaro che digerire una sconfitta del genere, sportivamente parlando, è veramente durissima. Di rimpianti sulla partita di stasera ne ho pochi – ammette – la reputo la prestazione migliore di questa nostra finale scudetto, forse avremmo anche meritato di riuscire ad espugnare questa pista e trascinare il Lodi di nuovo in casa nostra a gara 4. Purtroppo – commenta Bresciani – il grosso rammarico che ho è legato a gara 1: il nostro scudetto, anche se ci abbiamo creduto fino al triplice fischio di stasera (ieri, ndr), alla fine l’abbiamo perso in quella prima sfida. Se ci fossimo fatti trascinare meno dagli episodi della partita, o se in gara 2 avessimo rischiato un po’ di più in attacco, magari saremmo anche riusciti a prolungare la serie e chissà cosa sarebbe potuto succedere: personalmente – sottolinea – sono ancora convinto che alla lunga avremmo potuto avere la meglio». A spegnere le speranze rossoblù, oltre all’eurogol di Giulio Cocco, anche il secondo blu a De Oro nel finale di partita. «Quel cartellino a 2 minuti dalla fine nei supplementari resta un boccone amaro – ammette Bresciani – per veder estrarlo a quel punto della partita bisogna che un giocatore massacri l’altro, non per un contatto di quel genere. Se poi guardiamo al numero di punizioni e rigori fischiati contro di noi, ne abbiamo subiti quasi più in questi playoff che in tutta la regular season. Non voglio però fare polemica su questo: ripeto, il Lodi ha vinto meritatamente questo scudetto. A noi – sottolinea – rimane il rammarico per non essere riusciti nell’impresa che ci eravamo prefissi. Personalmente mi dispiace tantissimo per tutti quei ragazzi che lasceranno la maglia dopo questa stagione e che hanno dato tutto in pista fino alla fine: non posso che ringraziarli e augurare loro ogni bene».
Chi festeggia invece, attorniato dai propri tifosi, è il tecnico del Lodi Nuno Resende. «Vincere 3-0 contro un Forte che anche in quest’ultima partita ha dimostrato di essere una grande squadra è un ulteriore vanto per noi – dichiara il miste lodigiano – questa vittoria ci deve servire come ulteriore consapevolezza di quello che il presidente Roberto Citterio ha costruito in questi anni e di quello che siamo riusciti a dimostrare partita dopo partita in tutta la stagione. È il coronamento perfetto, vincere davanti al nostro pubblico ripaga di tutti i sacrifici e di tutto l’impegno messo dai miei ragazzi». (g.b.)
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