Il presidio
«Sarà un’altra sfida equilibratissima»
L’allenatore giallorosso predica cautela: «Guai a farci prendere dalla foga»
FORTE DEI MARMI. La possibilità di chiudere la finale scudetto in tre partite è il sogno di qualunque squadra di serie A1. E mai è stata tanto a portata di mano come adesso per il Lodi. Un'opportunità da cogliere al volo, ma il rischio di esaltarsi eccessivamente e compiere il passo più lungo della gamba è dietro l'angolo. Lo sa bene il tecnico dei giallorossi Nuno Resende che fin dalla vittoria in gara 2 non ha mai smesso di predicare calma ai suoi giocatori.
Mister Resende, come ci si sente ad essere così vicini al secondo scudetto consecutivo?
«Non dobbiamo lasciarci prendere dalla foga: questo è un momento estremamente delicato, sprecare l'occasione di giocarci questa gara 3 sarebbe un errore per cui dobbiamo viverla con la giusta serenità e concentrazione. In questi giorni abbiamo lavorato con tranquillità e ho visto tutto il gruppo molto determinato. Sappiamo di star vivendo una finale molto importante, ma bisogna stare tranquilli e non lasciarci condizionare».
Un pubblico caldo come quello lodigiano in questo senso può essere un'arma a doppio taglio?
«Devo ammettere che anche la città ha imparato in questi ultimi anni a gestire meglio la situazione e a far sentire alla squadra la sua forte vicinanza senza sovraccaricarla di pressioni. I nostri tifosi sanno che il titolo è importante per noi quanto per loro e che, per adesso, non abbiamo ancora vinto niente. Se ci riusciremo, festeggeremo dopo. Fino ad allora serve avere la mente sgombra da ogni distrazione».
Per il Forte è l'ultima spiaggia: si aspetta un avversario particolarmente agguerrito?
«Per loro sarà esattamente come noi, un'altra partita da vincere ad ogni costo. Mi aspetto senz'altro un Forte ancora più convinto e deciso: già in gara 2 i nostri avversari hanno mostrato una convinzione maggiore rispetto a gara 1, dovremo essere noi in grado di tenerli sotto controllo e avere la meglio».
Quale può essere la vostra arma in più?
«Difficile dirlo, perché in questa finale vedo uno scontro molto equilibrato. Forse riusciamo ad essere più incisivi di loro sotto porta, e con la sicurezza di due portieri come Català e Gnata che sono i migliori in Italia l'efficacia offensiva potrebbe anche fare la differenza». (g.b.)
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