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De Oro crede nella rimonta «Non siamo ancora morti»
Il talento rossoblù non si dà per vinto e carica la squadra in vista di sabato: « Ci davano già per spacciati contro Valdagno e Breganze e invece...»
FORTE DEI MARMI. Tanta grinta, moltissime le occasioni mancate di un soffio. Poi, nel finale, il cartellino blu che ha scatenato l'accesa polemica del Forte dei Marmi verso la coppia arbitrale. Nella gara 2 di finale scudetto, Gaston "Tonchi" De Oro è stato senza dubbio tra i protagonisti anche senza lasciare la propria firma sul tabellino dei marcatori.
De Oro, partiamo dai due cartellini blu che le sono stati comminati dagli arbitri. Cosa è successo in pista da costringerla due volte in panca puniti?
«Sul primo cartellino non c'è niente da dire, il fallo l'ho commesso ed era giusto punirmi con l'espulsione. Il secondo invece è stato completamente inventato, basta rivedere le immagini per accorgersene: sono scattato in difesa per recuperare su Illuzzi, l'ho recuperato e ho cercato di mettergli pressione prevedendo il suo tiro e provando ad ostacolarlo. Lui invece quando mi ha visto arrivare si è spostato verso di me ed è finito a terra: un contatto del genere non può essere punito con un cartellino blu, invece la decisione degli arbitri ci ha costretto ad una doppia inferiorità numerica nel momento in cui stavamo spingendo di più. Non è però l'unico episodio che fa dubitare dell'arbitraggio».
Che intende dire?
«Dopo nemmeno dieci minuti eravamo 6-0 per quel che riguarda i falli di squadra, e questo nonostante i tanti contrasti anche duri effettuati dal Lodi. Anche questo ha pesato sulla nostra prestazione: fischiare poi il nono fallo del Lodi a 20 secondi dalla fine non ha il minimo senso, personalmente l'ho vista quasi come una presa in giro».
Ora però vi trovate con le spalle al muro: credete ancora nella remuntada?
«Assolutamente sì: siamo consapevoli che per noi d'ora in poi ogni partita è l'ultima spiaggia, ma siamo anche convinti di aver messo in pista una grande prestazione in gara 2 e di poter dire la nostra sabato sera. Se il Lodi già festeggia lo scudetto è bene che stiano attenti: questo Forte non è ancora morto. Già contro il Valdagno sembravamo spacciati, e contro il Breganze secondo molti eravamo sfavoriti al passaggio del turno: siamo disposti a tutto pur di vendere cara la pelle e non molleremo».
Psicologicamente come andrà affrontata questa gara 3?
«Non abbiamo più niente da perdere, chi è sulle spinte devono essere i nostri avversari. Per noi non è cambiato niente: due dovevamo comunque vincerle a Lodi per cucirci lo scudetto sul petto. Dobbiamo rimanere tranquilli e pensare soltanto a giocare da Forte dei Marmi: sabato il Lodi può anche vincere il tricolore, ma se invece riuscissimo noi ad avere la meglio abbiamo l'opportunità unica di ribaltare il tavolo e ambire a vincere uno dei titoli più belli nella storia di questa società».
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