Il Tirreno

Versilia

Bufera sugli arbitri dopo il ko di gara2

di Gabriele Buffoni
Bufera sugli arbitri dopo il ko di gara2

I vertici del Forte all’attacco: «Hanno fischiato a senso unico»

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FORTE DEI MARMI. Imperversa la bufera dopo gara 2. Se nella serie di finale scudetto il Lodi conduce per 2-0 sul Forte dei Marmi e sabato 19 maggio al PalaCastellotti si giocherà il primo (di potenziali 3) match point per la conquista del tricolore, a far discutere sono ancora i due arbitri - Ferraro di Bassano e Ferrari di Viareggio - che martedì sera hanno diretto la partita.

La protesta rossoblù. «Ci è stato impedito sistematicamente di giocare - tuona il ds fortemarmino Simone Mattugini - e fin dai primi minuti: in una gara sostanzialmente equilibrata e corretta dopo poco a nostro carico già erano stati fischiati ben 6 falli di squadra mentre zero al Lodi. È inevitabile che questo ci abbia impedito di difenderci a dovere: ogni volta che Motaran si avvicinava ad un avversario veniva sanzionato, mentre un giocatore come De Oro è stato massacrato dagli avversari ma mai è stato graziato con una punizione a suo favore. Ogni cosa che facevamo - dichiara Mattugini - ci è stata puntualmente fischiata contro, mentre i nostri avversari hanno simulato più volte e mai sono stati neppure richiamati. C'è poco da dire - sottolinea il ds rossoblù - l'arbitraggio è stato totalmente casalingo e questo ci ha impedito di recuperare lo svantaggio. Magari non ci saremmo riusciti comunque, ma almeno avremmo giocato alla pari. ll Lodi non ha rubato niente, ma la coppia arbitrale che non si è dimostrata all'altezza».

A rinfocolare le proteste versiliesi anche le dichiarazioni a fine partita del tecnico lodigiano Nuno Resende. «Lo reputo una persona seria, mi sarei aspettato maggiore coerenza nell'ammettere che l'operato degli arbitri martedì sera non è stato equo - commenta Mattugini - per fatti simili, forse addirittura minori, in gara 4 di semifinale contro il Centro ha dichiarato che a Viareggio vige un altro regolamento: mi chiedo a questo punto quale sia quello in vigore a Lodi».

«Non si parla affatto di malafede - puntualizza il presidente del Forte Piero Tosi - qui si tratta di incapacità, e la cosa mi ha sorpreso perché in pista c'era un arbitro come Ferrari che avrebbe dovuto alzare la media essendo un fischietto internazionale. Non voglio passare per il Buffon della situazione - commenta - ma certe decisioni arbitrali come il secondo blu a De Oro, dove era giusto assegnare la punizione di prima ma non l'espulsione, sono sintomo di una direzione distratta che in una finale scudetto non è accettabile».

La risposta della Fisr. A pesare nell'accorta protesta fortemarmina, anche la logica delle designazioni: come denunciato anche dallo stesso mister Bresciani a fine partita, ad arbitrare era presente il signor Ferraro di Bassano che, nella contestatissima (da parte lodigiana) gara 4 di semifinale contro il Cgc Viareggio, aveva subito aspre critiche proprio dal tecnico giallorosso Nuno Resende. «Se non ci sono motivazioni che il Cug (il Comitato Ufficiali di Gara, ndr) ritiene realmente fondate, ogni critica mossa non viene considerata al momento della designazione - spiega il responsabile del settore tecnico per l'hockey su pista della Fisr (la Federazione Italiana Sport Rotellistici) Marcello Bulgarelli - Ferraro non aveva pregiudiziali, altrimenti sarebbe stato mandato qualcun altro. Tra l'altro sia Ferrari che Ferraro - dichiara - sono arbitri di livello internazionale: sicuramente possono anche loro commettere errori, ma il Forte dei Marmi non può appellarsi a questo come motivazione per una sconfitta, scaricando sugli arbitri la responsabilità. Capisco l'amarezza - conclude - ma in un'intera partita anche uno o due sviste arbitrali non possono risultare determinanti».

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