Il Tirreno

Versilia

Forte e Lodi, si parte La parola alla pista

di Gabriele Buffoni
Forte e Lodi, si parte La parola alla pista

Via alla sfida scudetto: per i rossoblù fondamentale vincere

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FORTE DEI MARMI. Per la terza volta, ancora Forte dei Marmi-Lodi. È questa la finalissima per lo scudetto di hockey su pista che, da stasera (fischio d'inizio alle 20.45, arbitri i signori Luca Molli e Massimiliano Carmazzi di Viareggio), avrà su di sé gli occhi di tutti i tifosi ed appassionati. Se il calcio ha Juve-Inter, nell'hockey è questa sfida ormai a potersi fregiare di "derby d'Italia". Da un lato i versiliesi, tre volte campioni d'Italia in passato e arrivati alla quinta finale consecutiva ma reduci - proprio lo scorso anno - da una cocente sconfitta ai tiri di rigore in gara 5 contro i rivali giallorossi. Dall'altro, i lombardi che nella passata stagione - dopo oltre trent'anni di attesa e una Coppa Italia vinta nel 2016 - sono riusciti a saziare la propria fame conquistando il titolo italiano e risvegliando nella già calda piazza lodigiana un entusiasmo straordinario che, di fatto, è un'arma in più nelle mani dei campioni d'Italia in carica.

La sfida infinita. Tutti i precedenti nella finale scudetto indicano una serie portata fino a gara 5. Nella prima sfida tricolore tra le due rivali si consumò nella stagione 2015-2016: il Lodi, reduce dalla vittoria in Coppa Italia, perse lo scudetto nell'ultima partita dopo una rocambolesca gara 4 che - ancora oggi - rimane nel cuore di tutti i tifosi rossoblù (e negli incubi degli ultras lombardi). Nella quarta sfida - al PalaCastellotti - fu infatti l'allora capitano Pedro Gil a ribaltare con una straordinaria doppietta nell'ultimo minuto e mezzo di partita: un risultato sfavorevole che avrebbe significato l'assegnazione del titolo ai lodigiani che poi furono sconfitti con un netto 6-3 nell'ultima partita della serie.

Parti invertite invece nella passata stagione: a vincere la Coppa Italia fu il Forte che arrivò alla sfida decisiva per lo scudetto con i favori del pronostico. Nonostante questo però il Lodi riuscì comunque a trascinare i rossoblù fino a gara 5 e lì - dopo l'1-1 con cui si conclusero i tempi regolamentari e supplementari - dal dischetto i lodigiani ebbero la meglio conquistando il secondo titolo nella propria storia (a 36 anni dal primo successo).

Riscatto tricolore. Sia per il Lodi che per il Forte dei Marmi questo scudetto vale molto più di un titolo nel palmares. Non solo infatti c'è in palio l'opportunità di qualificarsi come testa di serie per la prossima Eurolega - un vantaggio comunque non da poco, considerando i pericolosi incroci nella fase a gironi della competizione - ma per entrambe le compagini la conquista del titolo italiano è l'ultimo baluardo per migliorare una stagione oggettivamente povera di riconoscimenti. Se infatti al Forte rimane unicamente la consolazione della vittoria nella Supercoppa Italiana (vinta proprio contro il Lodi per 4-3), le due rivali hanno subito un brutto scotto in Coppa Italia, sempre per mano del Follonica: i rossoblù hanno perso il trofeo nella finalissima, il Lodi invece è stato eliminato direttamente al primo turno.

Non migliore la situazione in Eurolega dove entrambe non hanno superato i due gironi di ferro in cui sono state sorteggiate. Rimane dunque solo lo scudetto: un tricolore per il riscatto di una stagione che, seppur ha visto Lodi e Forte protagoniste in regular season (terminata rispettivamente al primo e al secondo posto), non ha ancora concesso le soddisfazioni attese alla vigilia.

Una sfida da tripla. Impossibile comunque fare pronostici basandosi sui precedenti di questa stagione. Le due migliori compagini della serie A1 anche in campionato si sono spartite la posta in gioco: il Forte vinse la prima sfida imponendosi per 3-2, mentre nel match di ritorno furono i lodigiani a vincere con il risultato di 5-3 (strappando, in extremis, la prima posizione in classifica ai rossoblù).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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