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Seravezza, un finale con qualche rimpianto
Borgia: «L’obiettivo salvezza l’abbiamo centrato con largo anticipo, però che peccato per i playoff...»
SERAVEZZA. Il Seravezza Pozzi chiude il campionato con tre ottime prestazioni contro tre compagini che si sono piazzate prima, seconda e quarta in campionato, ma con soli tre punti.
Si partiva con l’ambizione di una salvezza serena e l’obiettivo è stato decisamente centrato dagli uomini di Vangioni che hanno anzi a lungo veleggiato nelle prime cinque. Sarebbe ingiusto parlare di sorpresa, perché la squadra non è mai stata surclassata nel gioco dalle avversarie: nella stagione non vi è stato mai Pegollo, poi migrato in Australia con Mancini, Fiale ha avuto un lungo stop nel momento migliore della stagione, Rodriguez ha di fatto perso per squalifica metà del girone di ritorno.
Viene da chiedersi cosa avrebbe potuto fare di ancora più stupefacente una compagine che aveva tantissimi esordienti, che ha perso Nicolas Bresciani voltato tra i professionisti e tra i trascinatori del Livorno.
Il bilancio lo fa uno degli highlander della squadra, Matteo Borgia, espulso nell’ultima di campionato per un fallo inesistente, sempre in campo (ne ha saltata solo una per squalifica) e sostituito una sola volta nel recupero. Che si giocasse a quattro o a cinque, l’uomo di cambio marcia era sempre lui.
Un finale che non rende merito a questa squadra che forse finisce con qualche rimpianto.
«Rimpianti no, perché abbiamo raggiunto l’obiettivo stagionale con ampio anticipo e nel finale abbiamo avuto la possibilità fino a tre giornate dalla fine di chiudere addirittura tra le prime cinque, nei playoff, che sarebbe stato un risultato ancora più incredibile di quello ottenuto. Anche contro l’Albissola abbiamo dimostrato il carattere che ci ha sempre contraddistinti e abbiamo venduto cara la pelle, penalizzati da alcuni episodi».
Dalla tribuna non si è capito il motivo della tua espulsione.
«Ho preso un calcio da un avversario e quando ho visto l’arbitro estrarre il cartellino rosso, ho pensato che sarebbe stata una decisione sin troppo eccessiva per quello che avevo subito. Quando, ho visto che il cartellino era indirizzato a me, il sentimento è stato quello dell’incredulità. Sono dispiaciuto perché la squadra non voleva perdere e ha continuato comunque, a lottare e per poco non riuscivamo a pareggiarla comunque».
Hai già parlato del tuo futuro con la società?
«Adesso mi aspetta un po’ di riposo. Verrà il momento di parlare con la società per il futuro. Per adesso ci godiamo questo momento di gioia per quanto di buono abbiamo fatto».
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