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De Oro: Forte mai stato così unito e così forte

De Oro: Forte mai stato così unito e così forte

Il goleador che ha portato i rossoblù in finale dà la carica: «Quest’anno lo scudetto lo vogliamo noi»

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FORTE DEI MARMI. La tripletta di un De Oro scatenato vale il pass per la finalissima. Nella gara tre di semifinale contro il Breganze a trascinare il Forte dei Marmi alla rimonta in un secondo tempo da capogiro sono state infatti proprio le tre reti in sequenza del “Tonchi”, uno dei grandi ex dell’incontro insieme al portiere Riccardo Gnata e – sull’altro fronte – Alvaro Gimenez. Ed è proprio l’italo-argentino in forza ai rossoblù a suonare fin da adesso la carica in vista dell’ultimo atto di questa lotta scudetto che ancora attende di sapere, tra Lodi e Cgc Viareggio, chi sarà l’avversario della squadra di Pierluigi Bresciani.

De Oro, tre volte sul tabellino dei marcatori e una semifinale di altissimo livello chiusa in tre gare secche. Quanto vale questo duplice hat-trick per lei?

«Tantissimo, è importante quanto la finale che ci siamo meritatamente guadagnati. È un po’ che stiamo lavorando bene ed è normale che poi anche i singoli vengano fuori in partita: la squadra ha mostrato grande tempra e maturità anche giovedì sera, soprattutto in un secondo tempo veramente da incorniciare».

Nella prima frazione invece è sembrato mancare qualcosa: avete risentito della sosta?

«Più di questo, credo sia stata una questione mentale: condurre una semifinale per 2-0 può sembrare agevole ma non è facile quando poi ti ritrovi a doverla chiudere. Siamo entrati in pista senza la mentalità giusta, pensando forse di vincere senza sforzo. Se non avessimo cambiato atteggiamento sicuramente l’avremmo persa riaprendo i giochi in favore del Breganze: decisivo è stato confrontarci nell’intervallo, ascoltare il mister e dirci chiaramente in faccia quello che non andava perché ci ha permesso di cambiare completamente volto nella ripresa».

Da ex breganzese, si aspettava realisticamente di chiudere quella che per molti era una finale anticipata in sole tre partite?

«Se riavvolgiamo il nastro al 20 marzo scorso, quando abbiamo perso a Lodi, credo che nessuno si potesse immaginare un Forte del genere. Però c’è un detto molto saggio: toccare il fondo serve per risalire. Credo che dopo quell’ultimo minuto di gara due contro il Valdagno, quando siamo stati vicinissimi all’eliminazione ai quarti e invece abbiamo ribaltato il risultato riuscendo a vincere, ci siamo lasciati alle spalle tutto quanto lasciando uscire il reale potenziale di questo gruppo. Non siamo mai stati tanto uniti, tra giocatori, società e tifosi, e neppure così forti. Quest’anno lo scudetto lo vogliamo noi».

Intanto aspettate il vostro prossimo avversario: preferirebbe la rivincita contro il Lodi o il derbissimo con il Cgc Viareggio?

«Non mi importa: questo Forte può vincere contro chiunque. Che sia il Lodi o il Centro, l’obiettivo resta sempre il tricolore. Spero solo che arrivino fino a gara 5, così magari saranno più stanchi quando se la vedranno con noi».

Gabriele Buffoni

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