Il Tirreno

Versilia

Missione compiuta: rossoblù in finale

di Gabriele Buffoni
Missione compiuta: rossoblù in finale

De Oro e compagni chiudono il conto in garatre non lasciando scampo a un Breganze mai domo

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FORTE DEI MARMI. I giochi sono chiusi e la Versilia dice ancora una volta no ai veneti: la finale è per la quinta volta consecutiva del Forte dei Marmi, trascinato in un’esaltante rimonta da un De Oro scatenato. Nonostante la tensione per una sfida tanto importante (e un pubblico delle grandi occasioni che ha reso vibrante l’atmosfera dagli spalti) la prima frazione del match non ha però riservato l’avvio esplosivo come le precedenti due sfide di semifinale. Chi pensava a un Breganze sfiancato e abbattuto moralmente dalla sconfitta in Final Four di Coppa Cers di sabato scorso si sbagliava: seppur evidentemente più stanchi dei rivali versiliesi, i rossoneri di mister Diego Mir sono scesi in pista con il piglio giusto reggendo bene i ritmi non eccessivi dei primi 25 minuti, anche di un Forte che non ha premuto sull’acceleratore come ci si poteva attendere: il tecnico Pierluigi Bresciani d’altra parte aveva preannunciato il rischio di un leggero calo – fisico ma anche psicologico – dovuto alla sosta nel week-end, ma in pista non è mancata tanto la velocità in fase di impostazione quanto invece la lucidità sotto porta. Tanti i tentativi di parte fortemarmina nello specchio della porta difesa da Bruno Sgaria, ma raramente in grado di mettere in seria difficoltà l’estremo difensore ospite finendo per essere spesso tiri dalla distanza o guizzi rivelatisi i poi velleitari e preda di Cocco e compagni. Ne è risultato un Breganze che, man mano che sul cronometro scorrevano i minuti, ha acquisito sempre maggior fiducia finendo per attaccare gli spazi talvolta lasciati dai padroni di casa che, forse spinti dalla voglia di andare a segno, hanno finito per scoprire il fianco.

Se dunque Romero, Pagnini e Motaran si rendono a più riprese insidiosi dalle parti di Sgaria il gol si fa attendere e, quando arriva, è a favore degli ospiti: al 17’30’’i vicentini approfittano intelligentemente di una svista colossale della retroguardia rossoblù e, servito Cacau appostato (completamente da solo) sul secondo palo, conquistano – per la prima volta in questa serie di semifinale – il vantaggio. È una doccia fredda per il Forte ma lo scotto di ritrovarsi sotto i veneti serve da sveglia nel secondo tempo: al rientro dagli spogliatoi infatti la squadra di Bresciani si presenta con tutt’altro volto, asfissiante nel pressing e aggressiva nell’attaccare l’area breganzese. Non serve attendere neppure 2 giri di orologio che il pareggio è dunque servito: De Oro mostra tutta la sua caparbietà e vince il duello fisico con l’ex compagno Mattia Cocco riuscendo con un guizzo beffardo a infilare la sfera alle spalle di Sgaria. Il palasport esplode con un urlo liberatorio di esultanza: match subito riaperto e stavolta i ritmi della partita non fanno rimpiangere quelli di una finale “anticipata” (come più volte è stata dipinta questa sfida). Il Breganze ci prova – e con Cacau al 12’25’’arriva anche a sfiorare il gol (bravo Gnata a opporsi al tiro avversario) – ma la stanchezza inizia a minare la lucidità dei vicentini e il Forte ne approfitta mettendo a punto la rimonta al quarto d’ora: al 15’57’’Torner indossa la veste di assist-man e sfodera un filtrante per De Oro che al volo non sbaglia e gonfia la rete.

I vicentini non ci stanno ad uscire così, stringono i denti e cacciano fuori l’orgoglio ma sull’altro fronte risponde presente anche un super-Gnata che su Gimenez e Ambrosio si supera in rapida successione abbassando definitivamente la saracinesca e aprendo la strada al terzo gol di De Oro. Il tafferuglio a fine partita dovuto a un’incomprensione tra i due arbitri non ha conseguenze sull’incontro: la tripletta dell’oriundo in forza ai rossoblù è il vero punto fermo sul match.



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