Il presidio
Marinai premiato dal presidente del Coni Malagò
Al giocatore viareggino il riconoscimento assegnato agli atleti “eccellenti” laureati
PIETRASANTA. Ci sono gratificazioni che si ottengono quando si è parte di un tutto ed altre quando invece quel tutto è opera individuale, nel concetto prima e nella realizzazione poi. Il 29 maggio 2016 Simone Marinai sollevò la Euro Winners Cup (la Champions League del beach soccer) da capitano del Viareggio, scena che si sarebbe ripetuta di lì a breve a celebrazione dei trionfi in Coppa Italia e serie A. Due anni più tardi – venerdì 4 maggio – verrà premiato dal presidente del Coni Giovanni Malagò durante una cerimonia che si svolgerà nel Salone d’Onore del Comitato Olimpico Nazionale Italiano a Roma.
Marinai rientra infatti tra i vincitori del progetto Aees “Atleta eccellente, eccellente studente”, riservato agli atleti in possesso di una laurea e inclusi nelle squadre maschili e femminili delle varie federazioni azzurre. «Quando ho ricevuto la comunicazione ufficiale, sono esploso». Di gioia, (si) intende. Espressione forte, che però riassume sentimenti di natura tra loro differente.
Il campione del Viareggio ha partecipato al bando, istituito dal comitato direttivo Cna ed approvato dalla giunta del Coni, presentando la tesi di laurea con cui il 17 marzo 2017 si è laureato in scienze motorie all’Università Telematica San Raffaele di Roma. “Match Analysis nel beach soccer di Super Élite: uno studio condotto sulla nazionale italiana”, il titolo del suo elaborato, basato su una esperienza diretta, il Mondiale del 2015 a Espinho, in Portogallo, che lo stesso Marinai ha disputato.
«Sono orgoglioso di aver ricevuto un riconoscimento così prestigioso. Dentro di me ci speravo, solo io so quanto con quanto impegno e dedizione ho scritto una tesi a cui tenevo molto», ammette con quella sicurezza che è abilissimo a non far sfociare nella presunzione. Oltre a lui, tra gli atleti che praticano discipline appartenenti alla Figc, c’è solo un’altra premiata: Sara Gama, capitano della nazionale femminile di calcio a undici di cui fa parte Greta Adami, viareggina come Simone.
«Il fatto che anche uno sport meno popolare come il beach soccer sia stato preso in considerazione è un ulteriore motivo di orgoglio», prosegue uno dei “ragazzi del Muraglione”, che il passato non corre mai il rischio di dimenticarlo, perché lo custodisce intimamente: la morte, 14 anni fa, di Matteo Valenti, fu evento tragico e al tempo stesso molla trainante per i successi personali e collettivi di chi cominciò a tirare calci al pallone sulla spiaggia della Darsena con la maglia bianconera addosso, guidato dal ricordo dell’amico scomparso. Sempre.
«La dedica è per lui, per i compagni di squadra, gli amici, ma innanzitutto – tiene a sottolineare Marinai – alla mia famiglia, che ogni giorno mi ha incitato e sostenuto». E che può godersi con legittima fierezza il capolavoro di Simone. Li menziona uno ad uno: papà Sergio, mamma Patrizia e il fratello Stefano (pure lui tra i protagonisti del “triplete” del Viareggio sulla sabbia e metronomo di quello sull’erba). Una felicità condivisa con le persone a lui più care.
Giocatore di beach soccer (d’estate) e di calcio a undici (d’inverno). Ma il rapporto con il Capezzano non è limitato alla sola prima squadra: Marinai infatti è anche allenatore e preparatore atletico di varie formazioni del settore giovanile. La tesi però l’ha incentrata sulla match analysis, l’analisi delle partite finalizzata alla comprensione delle performance di un singolo o di una formazione. «Non lo so ancora cosa farò esattamente da grande – confessa, alla soglia dei trent'anni, col sorriso stampato sul volto – non voglio precludermi alcuna possibilità. Di sicuro questo riconoscimento è un punto di partenza, non di arrivo».
Esistono, nella vita di ognuno, un momento ed uno spazio in cui passato, presente e futuro, confluiscono in un tutt’uno. Simone Marinai sa già quando e dove ciò accadrà.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
