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Il cuoco viareggino con la passione del gol
Giacomo Petracci sta trascinando il Vorno alla conquista dell’Eccellenza «Per il mio compleanno vorrei regalarmi la promozione segnando la trentesima rete»
VIAREGGIO. Giacomo Petracci vorrebbe farsi un regalo il prossimo sei maggio, in occasione dell’ultima giornata del campionato di Promozione. Segnare un gol, quello che magari metta il sigillo sulla storica promozione del Vorno in Eccellenza. Già perché ventiquattro ore prima il bomber viareggino avrà festeggiato i 30 anni e allora quale occasione migliore per una doppia festa al termine di una stagione magica per lui e per la sua squadra che dopo avere sfiorato la conquista della Coppa Toscana di categoria è ad un passo dal salto in Eccellenza trascinata dai gol del suo fromboliere viareggino il quale mai come in questa stagione aveva segnato così tanto: venti gol in campionato (che ne fanno il leader della classifica dei bomber) e sei in Coppa Toscana.
L’ultima prodezza, chissà forse quella decisiva per le sorti del torneo, proprio nell’ultimo turno, un gol che ha dato la vittoria ai lucchesi sul campo del Maliseti quando già stavano scorrendo i titoli di coda o come si diceva una volta in Zona Cesarini. «Alla fine del primo tempo – racconta Giacomo – sapevamo che il Camaiore vinceva 3-0. E quando ad un quarto d’ora dalla fine abbiamo subito l’1-1 non ci siamo abbattuti perché ci siamo detti che non poteva finire così».
E in effetti non puoi mai sapere come va a finire quando in campo c’è un satanasso del gol come Giacomo Petracci che in pieno recupero ha bruciato tutta la difesa avversaria mettendo alle spalle del portiere pratese un gol che, chissà, potrebbe valere un campionato.
Come detto trenta anni tra pochi giorni Giacomo si divide tra i campi di calcio di beach soccer («quest anno con il Vorno ho segnato cinque gol in rovesciata, eredità del beach soccer») e la cucina. Già perché la sua principale professione è stare in cucina. Ha iniziato come pizzaiolo e come ci ha confidato la pizza è proprio il suo piatto preferito, per poi passare a fare l’aiuto cuoco al ristorante Delisca di Lido di Camaiore. Piatto preferito: tutti quelli con gli scampi. Una professione impegnativa che però grazie alla disponibilità del suo principale Francesco Di Vicino gli ha permesso di continuare ad andare in campo a bucare i portieri: «Devo ringraziare Francesco perché la domenica mi permette di cambiare turno e quindi posso continuare a giocare».
Giacomo hai segnato 26 gol in stagione, per te un record: cosa è successo?
«Certi eventi non arrivano mai per caso. Intanto gioco in una squadra molto forte che pratica un buon calcio e con un allenatore, Alfredo Cardella, molto bravo sia a preparare le gare che a gestire la squadra. Poi giocando da punta centrale ho più opportunità per andare a segno».
Qual è la forza della vostra squadra?
«Quella di credere fino in fondo nella vittoria. E infatti sia in campionato che in Coppa Toscana abbiamo vinto diverse partite nei minuti finali».
A 180’ dalla fine avete ancora un punto di vantaggio sul Camaiore. Può bastare per salire direttamente in Eccellenza.
«Noi sappiamo che ci sono due gare da vincere. Domenica arriva la Vaianese già retrocessa ma non per questo va presa sotto gamba. Poi nell’ultimo turno avremo il derby di Lammari. E mi spiacerebbe perdere il campionato proprio all’ultimo tuffo. Comunque negli ultimi 90 minuti anche il Camaiore avrà una gara impegnativa a Quarrata che può ambire al terzo posto».
Camaiore, Pietrasanta e Quarrata. Qual è a tuo avviso la squadra più forte?
«Il Camaiore. Ha molti giocatori esperti in tutti i reparti e di categorie superiori».
Vi aspettavate di disputare un campionato del genere?
«La società ci aveva chiesto una salvezza tranquilla. Ma da subito il nostro allenatore ci aveva chiesto che gli sarebbe piaciuto fare una stagione importante. Ed è riuscito perfettamente a inculcarci la sua mentalità. Siamo partiti forte, abbiamo perso la prima partita solo a febbraio e siamo arrivati fino in fondo anche in coppa».
Già la Coppa Toscana persa ai rigori contro la Chiantigiana. Come ha vissuto la squadra questa delusione?
«Non ci siamo depressi perché proprio contro la Chiantigiana abbiamo disputato una delle migliori partite della stagione».
E anche in quella partita hai lasciato il tuo sigillo, il sesto nella competizione.
«Sì, il gol del pari nel finale. Poi siamo rimasti in dieci nei supplementari e non ce la siamo potuta giocare alla pari. Poi sappiamo bene che i rigori sono una lotteria che ha premiato i nostri avversari».
Hai avuto molti allenatori. Qual è uno che ricordi con particolare affetto?
«Enrico Galleni. Con lui ho vinto una Coppa Toscana con il Seravezza. Brave persone come lui se ne trovano poche in giro».
E il gol che non potrai mai dimenticare?
«Quello dei playoff di Promozione tra Pietramarina e Montaione. Entrai ad un quarto d’ora dalla fine e perdevamo per 1-0. Prima propiziai il rigore trasformato da Bertaccini poi segnai il gol della promozione a cinque minuti dalla fine. Pensa che ho ancora il video di quella partita».
Insomma quello di segnare nei minuti finali è un vizietto che hai sempre avuto?
«Le partite vanno giocate fino in fondo, fino a quando l’arbitro non dice basta».
Qualche rimpianto per non essere arrivato tra i prof?
«No. Anni fa feci un provino per il Pisa ma finì lì».
Hai qualche tifoso particolare che ti segue?
«Giuseppe, il mio papà e Massimo Breschi, mio suocero».
Ci sono ancora due partite: a quante reti vorresti arrivare?
«Trenta reti complessive sarebbe un bel traguardo. Magari centrato proprio a Lammari tanto per farmi un regalo di compleanno. Comunque scambio tranquillamente questo regalo con la vittoria in campionato».
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