Il Tirreno

Versilia

Trionfo rossoblù al fotofinish

di Gabriele Buffoni

Il Forte dei Marmi ribalta il risultato nei 52 secondi finali e rimanda a sabato la sfida decisiva col Valdagno

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FORTE DEI MARMI. È una serata da infarto al palasport di Vittoria Apuana. Il Forte dei Marmi strappa nei 52 secondi finali la vittoria di misura (2-1) contro un Valdagno ben poco prolifico ma ben chiuso intorno a un eccezionale Cunegatti: a lungo tremano i rossoblù, ma alla fine tutto è rimandato a sabato 14 con il responso definitivo di gara 3.

Il match parte subito all’insegna del nervosismo: all’1’04’’ è scontro aperto tra i due Romero con l’attaccante vicentino che cade a terra e l’arbitro che sanziona Gonzalo con il blu. È questo, di fatto, l’episodio che fin quasi al termine del match decide gli equilibri: pochi secondi più tardi – sfruttando la superiorità numerica – proprio il fratello Emiliano Romero insacca dal limite dell’area la staffilata vincente che toglie le ragnatele dal sette alla destra di Gnata.

Il vantaggio veneto scatena la rabbia dei giocatori agli ordini di Pierluigi Bresciani che si lanciano in un assalto all’arma bianca lungo un’intera frazione. Un arrembaggio che, però, è anche la “sagra dello spreco”. Da un lato tanti tiri mancati a un passo dalla linea di porta, dall’altro la guardia dell’estremo difensore vicentino che – ribadendo la perfetta prestazione di sabato scorso – non si scardina neppure sui tiri piazzati. A 5’51’’ Romero si guadagna un rigore ma Motaran viene stregato sia sul tiro dal dischetto che sulle successive due ribattute. Neppure la superiorità numerica dopo il blu a Fariza basta ai versiliesi per trovare la via del gol: la difesa del Valdagno pare un bunker antiatomico la cui chiave di volta è un superlativo Cunegatti (nonostante i suoi 47 anni, in grado di dimostrare riflessi felini) aiutato, laddove non arrivano i suoi guantoni, pure dalla dea bendata come sul guizzo di Torner al 9’da dietro porta che scorre lungo tutta la linea di porta prima di colpire il palo e tornare in gioco. Il decimo fallo vicentino arriva prima dell’intervallo, ma De Oro spreca tentando un fallace alza e schiaccia e costringendo il Forte a recuperare nella ripresa.

Al rientro dagli spogliatoi molto più Forte che Valdagno (pericoloso di fatto solo sul tiro diretto di Tataranni per il blu a Motaran e sul rigore conquistato da Campagnolo – con blu a De Oro – ma negato poi da Gnata) ma i rossoblù perdurano nella propria sterilità offensiva rimbalzando contro Cunegatti da ogni angolazione e sprecando così tante opportunità tra cui ben due tiri dal dischetto. Sembra impossibile vista la mole di gioco creata, eppure i minuti scorrono e il vantaggio, seppur di misura, pare incolmabile. Il palasport incita, nonostante non manchino espressioni di sconforto sugli spalti per un incubo che sembra sempre più vicino al realizzarsi. Mani nei capelli in panchina (iconico in particolare un disperatissimo mister Bresciani) e in pista ad ogni gol sfumato. Poi, gli ultimi 52 secondi: Tataranni commette ingenuamente il 15° fallo vicentino, Pagnini su tiro diretto compie una prodezza e finalmente scardina la saracinesca Cunegatti. La curva esplode, ma si riprende subito a giocare: Motaran strappa la sfera all’avversario e, a un solo secondo dalla sirena, sfodera uno dei suoi missili da distanza siderale. Il cronometro è a zero, ma il tiro è partito e il portiere veneto di certo non se l’aspetta tanto da lasciarsi beffare clamorosamente. La rete si gonfia, i tifosi faticano a crederci: l’incubo si è trasformato in un sogno ad occhi aperti, o quantomeno ci va molto vicino.

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