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Borgia, lo stakanovista del Seravezza Pozzi

Borgia, lo stakanovista del Seravezza Pozzi

Sempre presente tra i verdeazzurri: «Tanti errori arbitrali col Ponsacco, ma nulla è precluso»

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SERAVEZZA. Il Seravezza Pozzi si risveglia per la prima volta con due sconfitte consecutive da digerire, entrambe non meritate, ma fondamentalmente molto diverse: a Rignano la squadra di Vangioni si era svegliata nel secondo tempo dopo un primo abulico chiuso in doppio svantaggio. Contro il Ponsacco la squadra versiliese ha perso subito il suo uomo simbolo, Ramon Rodriguez, per una espulsione che lascia un po’ perplessi, soprattutto perché comminata dopo venti di minuti di gioco.

Da quel momento il direttore di gara ha perso un po’ la bussola della partita, sommando errori ad errori. E nonostante ciò il SeraPozzi aveva trovato il vantaggio per poi farsi rimontare e superare in meno di dieci minuti.

A commentare lo stakanovista della fascia Matteo Borgia, sempre in campo nelle partite ufficiali, sia in campionato che in Coppa, lasciato a riposo solo quattro minuti durante una partita di Coppa.

A lui il giudizio su una prestazione positiva con un risultato amaro.

«Una partita strana, con tanti errori arbitrali. Commentiamo di nuovo una sconfitta che non abbiamo meritato che nasce da alcune situazioni strane. Non ho visto bene l’espulsione di Rodriguez perché ero lontano, ma ci ha evidentemente condizionati e poi alla fine abbiamo forse pagato il conto di dover giocare con l’uomo in meno».

«Nell’occasione dell’espulsione del difensore del Ponsacco - prosegue Borgia - l’arbitro ha sbagliato di nuovo perché il fallo su di me era un fallo di gioco che meritava al massimo un giallo. Quando abbiamo trovato il gol a venti minuti dalla fine, abbiamo preso due gol che potevamo evitare, ma che forse sono il frutto della stanchezza. In particolare nel secondo gol ci siamo fatti sorprendere a difesa schierata. Magari è mancata un pizzico di lucidità dovuta alla stanchezza». Sei lo stakanovista della squadra, sempre in campo e sempre titolare».

«Io lavoro per fare bene e se il mister mi chiama a giocare ne sono contento perché significa che si fida di me e di quello che faccio. Mi ha chiesto di giocare in diverse posizioni ed io ogni volta provo a fare il meglio. Siamo un gruppo ed io cerco di dare ogni volta il mio contributo». Che succede adesso dopo due sconfitte?

«Non succede niente. Siamo vicini all’obiettivo del nostro campionato che è la salvezza e tutto ciò che viene in più per noi è un successo.

Domenica andiamo a Savona contro una squadra molto in forma e andiamo per muovere la classifica. Dobbiamo tornare presto a fare punti».

Michele Morabito

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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