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La notte azzurra di Greta Adami «Che emozione»
La giocatrice viareggina debutta con la Nazionale nell’amichevole fra Italia e Francia al Vélodrome di Marsiglia
VIAREGGIO. Il cielo di Marsiglia non le ha offerto in dono alcuna stella cadente. Eppure Greta Adami, sabato sera, un desiderio lo ha comunque espresso. E’ stata Milena Bertolini, ct della Nazionale di calcio femminile, a suggerirglielo, pochi istanti prima del suo ingresso sulla distesa verde del Vélodrome, maestosa domus dell’Olympique. Il minuto 83 dell’amichevole Francia-Italia, 1-1 il risultato provvisorio e pure definitivo, è quello in cui il desiderio non si è più rivelato tale, poiché si è evoluto in realtà: la centrocampista viareggina ha debuttato in azzurro nella stessa partita in cui, sempre per la prima volta, si era seduta in panchina dopo le tribune messe in fila nel 2017.
Sorrideva Greta mentre il ct le forniva le ultime disposizioni salvo interrompersi d’improvviso per chiederle se per lei fosse l’esordio. Non sarebbero servite risposte, lo sguardo di quella ragazza raccontava già tutto. «E’ stato così strano – ricorda con smisurato piacere –, non si sentiva niente a causa del frastuono provocato dai tifosi francesi. La zona in cui stavamo effettuando il riscaldamento era lontana dalla panchina e dunque non si riusciva a capire bene chi di noi dovesse entrare».
E poi, quando si è resa conto che sarebbe toccato proprio a lei, è corsa di scatto verso il ct, ha raccolto il suo suggerimento prima di mettere in campo ciò che aveva dentro e pure di più. «Ho vissuto quegli attimi con discreta tranquillità, di solito sono agitatissima», confessa. Anche se «mi sono addormentata alle 5,30 del mattino seguente. Era già accaduto quando ho vinto lo scudetto e esordito in Champions League con la Fiorentina Women’s».
Effetto prolungato dell’adrenalina, sensazione piacevole che si è ripetuta «in uno dei momenti più belli della mia carriera. Non mi era mai capitato di giocare in uno stadio così (il Vélodrome) di fronte ad un pubblico tanto caloroso».
Possiede un fascino abbagliante, lo stupore. Soprattutto negli occhi chiarissimi di questa ragazza di neppure 26 anni, entrata in uno spogliatoio scovando, appesa ad una gruccia, la maglia della Nazionale con il suo cognome sopra un numero (il 4). Regalata prontamente a mamma Marzia, che la richiesta gliel’aveva avanzata in tempi non sospetti, sicura che il giorno del debutto sarebbe arrivato, prima o poi. «Il suo appoggio è stato incondizionato, come quello di mio papà Mauro, di mia sorella Rebecca e del mio fidanzato Daniele».
Ha tenuto a menzionarli tutti, nessuno escluso, tanto le sono stati vicino. Che Greta fosse entrata in campo non se ne sono accorti subito. Raisport, infatti, ha trasmesso l’incontro solo in differita e così la sua famiglia si è affidata ad un portale che lo trasmetteva in streaming, «ma la connessione funzionava male». Il messaggio inviato via cellulare dagli spogliatoi ha risolto il loro dubbio.
E’ stata un crescendo rossiniano, la carriera della Adami, i successi individuali e di squadra ne hanno scandito le tappe, senza per questo stravolgere il suo modo di essere. «Per me non cambia niente, io sono già felicissima così. Ciò non significa che mi accontenterò, però non vivrò né il presente, né il futuro con ossessione. Intanto prendiamoci la qualificazione al Mondiale 2019».
L’Italia è in testa al suo raggruppamento, il 6 aprile sarà impegnata in trasferta con la Moldavia, il 10 aprile in casa, a Ferrara, contro il Belgio. In quelle occasioni Greta non avrà più bisogno di esprimere desideri. Il suo l’ha realizzato sotto il cielo di Marsiglia in una notte di gennaio.
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