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Gensini sfida l’americano Cala che lo provoca sui social network

VIAREGGIO. «Sono prontissimo», risponde senza indugio alcuno quando gli si chiede come si senta in vista del prossimo incontro. Questione di testa, di braccia e gambe. Fosse per lui, il suo...

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VIAREGGIO. «Sono prontissimo», risponde senza indugio alcuno quando gli si chiede come si senta in vista del prossimo incontro.

Questione di testa, di braccia e gambe. Fosse per lui, il suo avversario lo sfiderebbe subito. Ed invece Gionata Gensini dovrà attendere questa domenica. Quel giorno il viareggino se la vedrà con l’americano Dylan Cala, 12 anni più giovane di lui (36 contro 24), nella gabbia allestita al “Live Music Club” a Trezzo sull’Adda, provincia di Milano, in occasione della seconda edizione di Venkon Fight Night, appuntamento che vedrà protagonisti molti tra i migliori interpreti della Mma (Mixed Martial Arts, dall’inglese “arti marziali miste”).

Nel 2016 Gensini ha ottenuto il titolo italiano a Camaiore in occasione del memorial “Jonathan Fornari” e il bronzo ai Mondiali di Belgrado.

«Quando mi è stata prospettata l’opportunità di disputare questo incontro (categoria 61, 2 kg) l’ho colta al volo – afferma l’atleta titolare della palestra “No Fight No Life” al Varignano – ci arrivo nelle migliori condizioni, mi sono allenato al massimo nelle ultime settimane, coadiuvato da Andrea Neri e Emiliano D’Alessio. I prossimi giorni saranno dedicati ad un lavoro di scarico, ci focalizzeremo sulle rifiniture”. Si sente bene, Gensini. A livello fisico, ma anche mentale.

«Sfidare un avversario di alto livello mi dà stimoli ulteriori, mi spinge a dare qualcosa in più».

In questi giorni non sono mancati indiretti scambi di messaggi (quando intimidatori, quando provocatori) a mezzo social tra i due atleti, definiti in gergo “Trash-Talking”.

L’americano però ha alzato decisamente il tiro, provocando Gensini con un’immagine pubblicata sul suo profilo Instagram nella quale un leone è intento a cibarsi con il cadavere di un altro animale, corredata da una descrizione inequivocabile: «È quasi ora di mangiare». E tra i vari hashtag #MurderinMilan (Omicidio a Milano).

«All’inizio il Trash-Talking ci può anche stare, ma se esasperato diventa una buffonata. Se lui vuole continuare, faccia pure. Tanto contano i fatti, quel che accade all’interno della gabbia. È lì che bisogna dimostrare il proprio valore, non sui social. Cala è giovane e promettente, punta a fare carriera, ma di fronte troverà un avversario che vuole giocarsi le sue carte e che proverà a rendergli la vita durissima».

Gabriele Noli

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