Il Tirreno

Versilia

A Bologna per tornare grande La seconda vita di Diletta Carli

di Gabriele Noli
A Bologna per tornare grande La seconda vita di Diletta Carli

L’olimpionica viareggina ha lasciato il centro sportivo di Ostia per trasferirsi nel capoluogo emiliano «Avevo bisogno di ritrovare la serenità dopo un periodo difficile: ora mi sento più matura»

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VIAREGGIO. Mettersi in discussione. E poi in gioco. Diletta Carli lo ha fatto e nell’ultimo anno per lei quasi tutto è cambiato, dove l’unica eccezione è rappresentata dall’amore profondo per il nuoto, mai minacciato dalle criticità con cui la ventunenne viareggina ha dovuto fare i conti. Quelle che, lo scorso dicembre, l’hanno portata a lasciare il centro federale di Ostia dove quotidianamente si allenava, spinta dalla necessità di ritrovarsi. E così, per un po’ di tempo, è tornata a respirare l’aria di casa, continuando comunque a nuotare, divisa tra la piscina di Massarosa e quella del bagno Balena. Un periodo utilissimo per ricaricarsi, prima di compiere una scelta significativa, perché non esclusivamente legata a quello sport a cui ha dato e da cui ha ricevuto.

A fine estate Diletta Carli ha nuovamente salutato gli affetti più cari ed è ripartita, stavolta destinazione Bologna. Qui si è trasferita per proseguire quel percorso che, lei stessa auspica, la possa riportare ai tempi, ai risultati e ai livelli che le avevano consentito di vincere un oro Europeo e partecipare a due edizioni dei Giochi Olimpici. E, contestualmente, per intraprendere un’altra strada, che contempla sforzi mentali, più che fisici: si è infatti iscritta all’università, corso di laurea “Gastronomia e scienze dell’alimentazione”. Per raccontare l’evoluzione di Diletta è doveroso però riavvolgere il nastro a circa un anno fa: «Dopo il Mussi-Lombardi-Femiano sono andata via da Ostia. L’ho fatto perché avevo bisogno di ritrovare serenità, non perché avessi problemi con qualcuno. Anzi, ho mantenuto buoni rapporti con tutti».

In quella scelta hanno però inevitabilmente influito anche i problemi fisici che avevano condizionato la Carli ed il suo rendimento. Tutta colpa dell’Helicobacter Pylori, un batterio che si insinua nello stomaco, provocando dolori e bruciori addominali. «Quando ho lasciato Ostia, ero confusa, non sapevo bene cosa volessi fare. Ma non ero tranquilla come desideravo».

Da qui l’idea di tornare a casa. Si è allenata nella vasca della piscina di Massarosa ed in seguito in quella del Balena, sotto la guida dell’ex mezzofondista Melissa Pasquali. Mesi che le sono serviti per archiviare un passato tribolato e, soprattutto, guarire una volta per tutte. Non ha preso parte ai Mondiali estivi di Budapest («Mi è dispiaciuto, ma prima di tutto dovevo risolvere la mia situazione»), ma ha comunque trovato la forza e le motivazioni per affrontare una nuova sfida. A Genova ha preferito Bologna, dove «sono stata accolta benissimo» e con il tecnico federale Fabrizio Bastelli «si è creata da subito un’ottima intesa». Condizioni ideali per guardare al domani con una buona dose di ottimismo, senza però caricarlo di pressioni, memore delle esperienze pregresse. «La ricerca della perfezione si è tramutata in ossessione ed anziché aiutarmi, ha finito con il logorarmi. Ho riflettuto su questo e molti altri aspetti, adesso mi sento più matura».

Per Diletta si è aperta dunque una nuova fase. «Sto lavorando per raggiungere la condizione migliore. Per riuscirci, però, servono calma e pazienza. Prima, non appena incontravo delle difficoltà, subentrava il panico. Ora cerco di prendere le cose con filosofia».

Ecco perché alle Olimpiadi di Tokyo 2020 «non ci penso, almeno per il momento». Di certo, ammette, «se mi sono spostata a Bologna è perché gli stimoli non mi mancano, altrimenti avrei smesso».

Non ha lasciato, bensì raddoppiato. Aggiungendo alle ore in piscina, quelle sui libri. Si è infatti iscritta all’università telematica San Raffaele: studia per conto suo e si reca a Milano o Roma per sostenere gli esami. «Non è semplice, lo so, però a me serviva un’altra attività a cui potermi dedicare. (“Gastronomia e scienze dell’alimentazione”) è un corso che mi appassiona».

Reduce dal memorial “Nico Sapio” di Genova della scorsa settimana, nel prossimo la Carli sarà di scena a Livorno per il meeting “Mussi-Lombardi-Femiano”. Da affrontare in modalità “no stress”, come tutto il resto, da un anno a questa parte.

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