Il presidio
«Abbiamo sbagliato, siamo pentiti»
di Gabriele Buffoni
Parla uno degli esponenti della Squadraccia: «Fra noi non ci sono neonazisti»
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FORTE DEI MARMI. «È stata una leggerezza di cui ci siamo subito pentiti: il nostro intento non era inneggiare alla figura di Hitler né tantomeno all’ideologia nazista». A parlare è uno degli esponenti de La Squadraccia, il gruppo di ultras fortemarmini autore (con tanto di firma: questo significava infatti la sigla “SQ” ) dello striscione esposto sabato sera al PalaBarsacchi di Viareggio poco prima dell’inizio del derby tra Forte dei Marmi e Cgc Viareggio e che, raffigurando tratti stilizzati che hanno subito richiamato alla mente di tutti il volto di Adolf Hitler, ha generato sdegno unanime. Sollecitando anche il sindaco di Forte Bruno Murzi a prendere una posizione netta e perentoria per stigmatizzare tale comportamento.
In seguito alle polemiche ed accuse imperversate sul web già nella tarda serata di lunedì la Squadraccia – una delle tre frange del tifo rossoblù con Ultras Forte’76 e Gruppo Ramirez, composta da una trentina di persone dai 16 ai 40 anni circa, come loro stessi sostengono tutte incensurate (fatta eccezione per un solo Daspo in passato) e, pur manifestando una generale tendenza politica orientata a destra, priva di militanti politici in correnti o partiti di tale schieramento – sulla propria pagina Facebook aveva tentato di porgere le proprie scuse. «Il nostro – spiega uno dei portavoce del gruppo – voleva essere un gesto goliardico e provocatorio in risposta ai frequenti attacchi subiti da tifoserie opposte sui social e nella quotidianità, con accuse di fascismo da parte di avversari che espongono simboli parimenti provocatori e dagli indubbi connotati politici. Ciò premesso, valutando con il senno di poi l’inadeguatezza dell’azione e mossi da autocritica, tutti noi abbiamo deciso di fare un passo indietro irrevocabile comprendendo di aver potuto, con un’azione superficiale, ferire la sensibilità altrui. La figura stilizzata – spiega – era quella di Charlie Chaplin, come ribadito dalla scritta “Charlie C” sottostante, che è stato un giocatore di hockey su pista (nella Fred Karno’s Team, ndr). Tant’è che quello che è stato scambiato per un baffo in realtà è posizionato più in basso ed è un pizzetto. Abbiamo scelto il suo volto come simbolo, giocando sull’ambigua somiglianza con il noto dittatore, per quella che voleva essere una provocazione. Ci rendiamo conto però che è stato ingenuo non prevedere che ad un primo impatto tutti avrebbero pensato al volto di Hitler e per questo ribadiamo le nostre scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi: nessuno di noi appoggia nel modo più assoluto ideologie filo-naziste né tantomeno è attivo in movimenti politici».
Il tentativo di giustificarsi da parte della tifoseria fortemarmina, ma anche le dichiarazioni rilasciate dalla società di via Ferrucci e anche dai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Forte dei Marmi non convincono però gli ultras del Cgc Viareggio. «Basta ipocrisie – tuonano di rimando in una nota gli ultras viareggini del Gruppo Autonomo, che sabato sera hanno chiesto a gran voce l’intervento delle forze dell’ordine per togliere lo striscione dalla balaustra – quanto accaduto purtroppo non è una novità. Rispediamo al mittente la finta indignazione della tifoseria del Forte, della società e della politica fortemarmina e tutta l’ipocrisia delle dichiarazioni del giorno dopo la brutta figura fatta. Saluti fascisti, inni al duce e al dittatore Franco, i numeri 88 riferiti ad Hitler dietro numerose magliette, addirittura il gruppo chiamato “squadraccia” sono anni che convivono nel palazzetto di Forte dei Marmi, a pochi chilometri da Sant’Anna di Stazzema, senza che nessuno abbia mai preso posizione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In seguito alle polemiche ed accuse imperversate sul web già nella tarda serata di lunedì la Squadraccia – una delle tre frange del tifo rossoblù con Ultras Forte’76 e Gruppo Ramirez, composta da una trentina di persone dai 16 ai 40 anni circa, come loro stessi sostengono tutte incensurate (fatta eccezione per un solo Daspo in passato) e, pur manifestando una generale tendenza politica orientata a destra, priva di militanti politici in correnti o partiti di tale schieramento – sulla propria pagina Facebook aveva tentato di porgere le proprie scuse. «Il nostro – spiega uno dei portavoce del gruppo – voleva essere un gesto goliardico e provocatorio in risposta ai frequenti attacchi subiti da tifoserie opposte sui social e nella quotidianità, con accuse di fascismo da parte di avversari che espongono simboli parimenti provocatori e dagli indubbi connotati politici. Ciò premesso, valutando con il senno di poi l’inadeguatezza dell’azione e mossi da autocritica, tutti noi abbiamo deciso di fare un passo indietro irrevocabile comprendendo di aver potuto, con un’azione superficiale, ferire la sensibilità altrui. La figura stilizzata – spiega – era quella di Charlie Chaplin, come ribadito dalla scritta “Charlie C” sottostante, che è stato un giocatore di hockey su pista (nella Fred Karno’s Team, ndr). Tant’è che quello che è stato scambiato per un baffo in realtà è posizionato più in basso ed è un pizzetto. Abbiamo scelto il suo volto come simbolo, giocando sull’ambigua somiglianza con il noto dittatore, per quella che voleva essere una provocazione. Ci rendiamo conto però che è stato ingenuo non prevedere che ad un primo impatto tutti avrebbero pensato al volto di Hitler e per questo ribadiamo le nostre scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi: nessuno di noi appoggia nel modo più assoluto ideologie filo-naziste né tantomeno è attivo in movimenti politici».
Il tentativo di giustificarsi da parte della tifoseria fortemarmina, ma anche le dichiarazioni rilasciate dalla società di via Ferrucci e anche dai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Forte dei Marmi non convincono però gli ultras del Cgc Viareggio. «Basta ipocrisie – tuonano di rimando in una nota gli ultras viareggini del Gruppo Autonomo, che sabato sera hanno chiesto a gran voce l’intervento delle forze dell’ordine per togliere lo striscione dalla balaustra – quanto accaduto purtroppo non è una novità. Rispediamo al mittente la finta indignazione della tifoseria del Forte, della società e della politica fortemarmina e tutta l’ipocrisia delle dichiarazioni del giorno dopo la brutta figura fatta. Saluti fascisti, inni al duce e al dittatore Franco, i numeri 88 riferiti ad Hitler dietro numerose magliette, addirittura il gruppo chiamato “squadraccia” sono anni che convivono nel palazzetto di Forte dei Marmi, a pochi chilometri da Sant’Anna di Stazzema, senza che nessuno abbia mai preso posizione».
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