Il Tirreno

Versilia

Motaran si scopre l’uomo di Coppe

di Gabriele Buffoni
Motaran si scopre l’uomo di Coppe

Per lui 2 gol decisivi e titolo di miglior giocatore della finale

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FORTE DEI MARMI. Se il Forte dei Marmi ha conquistato la sua seconda Supercoppa Italiana sicuramente il merito è anche di Davide Motaran. Premiato (non a caso) come il miglior giocatore della Final Four tenutasi nel week-end, l'ex capitano del Cgc Viareggio in forza ormai da quattro stagioni ai rossoblù è stato protagonista di due prestazioni monumentali: sia in difesa, dove la sua fisicità e le sue qualità tecniche hanno tolto in molte occasioni pericolose le castagne dal fuoco al Forte dei Marmi, sia in attacco.

Paradossalmente, visto il suo ruolo perlopiù incentrato nelle retrovie, è proprio all'offensiva che ha lasciato con incisività maggiore il proprio segno: nel derby contro il Cgc Viareggio siglando - all'extra time - il gol del sorpasso fortemarmino e, nella finalissima contro il Lodi, mettendo a segno la rete del 4-3 che ha deciso l'incontro e il successo versiliese in questo primo trofeo stagionale.

Motaran, una Supercoppa e un premio da miglior giocatore della Final Four: a chi dedica questi due premi tanto ambiti?

«Senza alcun dubbio ad una donna eccezionale, mia moglie Valeria. Quest'ultimo mese e mezzo è stato un periodo veramente intenso, con un sacco di allenamenti in doppia seduta giornaliera, per cui non avendo i nonni vicini a darci una mano importante con i bambini è stato veramente difficile far incastrare tutti gli impegni da giocatore con quelli da papà. Lei è stata comprensiva e mi è stata sempre vicino aiutandomi veramente tantissimo, permettendomi di concentrarmi interamente sulla preparazione in vista di questa stagione anche se la cosa ha significato un carico di stress maggiore per lei. Questo è un premio che non potrei quindi dedicare a nessun altro, perché è davvero merito suo».

Tra i due gol che ha segnato, quale reputa più importante?

«È veramente difficile dirlo, perché senza il primo non si sarebbe potuto realizzare il secondo. Li metterei entrambi sullo stesso piano, anche se forse il secondo l'ho sentito più "mio": l'ho cercato e voluto, anche perché era parecchio che non facevo quel tipo di gol, rubando palla e scaricando con forza, che invece è nelle mie corde».

Sicuramente ha emozionato il pubblico la remuntada contro il Cgc Viareggio: pensa si stata decisiva l'espulsione di Ventura?

«La sua espulsione ci ha sicuramente facilitato le cose, ma dopo aver subito il 3-0 ci è scattato qualcosa dentro che ci ha cambiato nell'atteggiamento e nel modo di affrontare il Centro. Altri forse si sarebbero arresi, noi invece abbiamo avuto la freddezza di non gettarla sulla bagarre. Anche perché come il rosso di Ventura ci ha facilitato, quello a Torner a 5 minuti dalla fine ci ha penalizzati non poco e il Centro avrebbe potuto approfittarne per vincere».

Al momento del gol non si è trattenuto molto con l'esultanza.

«Ad un gol così importante al supplementare in una semifinale di Supercoppa sfido chiunque a trattenersi. E comunque, come sempre quando segno contro il Centro, non è stato un gol contro di loro ma per la mia squadra. Ormai l'etichetta di ex mi sta stretta».

In finale invece avete sempre tenuto la leadership del match: ha notato un Lodi più affannato?

«Non bisogna lasciarsi ingannare: è un avversario fortissimo e sicuramente sarà tra le protagoniste del campionato, come anche il Cgc Viareggio. Se è stata più "facile" contro di loro è solo grazie al gran gol di Cinquini che ci ha dato subito un vantaggio incredibile e la possibilità di gestire la partita».

Dopo una stagione di alti e bassi, per lei questo è un inizio superlativo. Cosa le ha dato questa Supercoppa?

«Una grande iniezione di autostima e fiducia, e ne avevo proprio bisogno. Voglio che per me questa sia una stagione di crescita, dopo quella tra alti e bassi dello scorso anno, e per questo ho lavorato con particolare impegno. Spero di riuscirci, sicuramente è iniziata nel migliore dei modi. E spero inoltre di imparare, anche dai più giovani, e crescere ancora come giocatore: ho una gran voglia di mettermi in gioco e dare il massimo».

Dopo i gol è sempre andato a ringraziare Bresciani in panchina.

«Mi è venuto naturale farlo: il mister mi ha sempre dato grande fiducia ed è giusto ripagarla in pista. Sono andato anche ad abbracciare Luigi Carducci, che è tornato nel nostro staff medico: mi ha aiutato molto in questo mese di preparazione».

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