Italia
Greta, dal Cgc Viareggio allo scudetto viola
La Adami grande protagonista del titolo tricolore femminile conquistato dalla Fiorentina
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VIAREGGIO. Il teatro scatena moti dell’anima differenti in chi, sul palcoscenico, è diretto protagonista e in chi, seduto sulle poltrone di platea, fa da corollario allo spettacolo. Questione di prospettive. Per Greta Adami l’Artemio Franchi è stato esso stesso un teatro. Dei desideri. Il primo scudetto l’ha vinto proprio nello stadio in cui spesso va tifare la squadra del cuore. Che coincide con quella in cui gioca. La sua versione al femminile, s’intende. Sabato è stato un giorno di festa per la 25enne viareggina che con la Fiorentina Women’s, di fronte a 8mila spettatori, ha conquistato il tricolore con un turno d’anticipo. Dalla tribuna al campo il passo è stato breve. E anche lei ha contribuito a regalare un pomeriggio radioso a una tifoseria perennemente rabbuiata per i deludenti risultati dei maschi di viola vestiti. È stata la riscossa delle femmine. Sentimento di rivalsa sportiva che non appartiene a Greta. Lei sta fluttuando nello spazio della felicità: «È stato tutto bello e lo è anche adesso. Allo stadio si respirava un clima unico, il pubblico ha pensato solo a noi, almeno per un giorno. Ho ricevuto tantissimi messaggi di persone che si congratulavano con me».
Tra queste, Alessandro Palagi, il presidente del Centro Giovani Calciatori, la prima squadra della giocatrice, centrocampista di ruolo, con 4 gol all’attivo in stagione. È complicato tradurre le emozioni in una sequenza di parole. Specie quando ci si accorge che attorno non ci sono, come d’abitudine, poche centinaia di persone, ma addirittura 8mila. «Durante il riscaldamento mi sono resa conto che stavano rapidamente aumentando. Fa piacere ricevere l’affetto della gente». Allo stadio erano presenti la famiglia, il fidanzato e gli amici, schierata titolare dal tecnico Sauro Fattori nella vittoria 2-0 sul Tavagnacco. «Di solito, prima di ogni gara, li cerco con lo sguardo, sono il mio punto di riferimento. Sabato è stato un po’ più complicato... (ride, ndr)».
Dai suoi genitori ha ricevuto i complimenti. E non solo. «Mia mamma mi ha ricordato di quando, al primo giorno di allenamento col Cgc, non volevo entrare in campo». A quel tempo Greta era ancora una bambina. Non sapeva che ciò da cui cercava di fuggire, le avrebbe poi regalato immense gratificazioni. Li ha voluti ringraziare gli artefici di questa parabola: «Ogni allenatore (il primo è stato Luigi Beccaria, ndr) mi ha dato qualcosa», ammette. E per il futuro? Due sono i propositi: «Indossare ancora questa maglia e continuare a vincere».
Gabriele Noli
Tra queste, Alessandro Palagi, il presidente del Centro Giovani Calciatori, la prima squadra della giocatrice, centrocampista di ruolo, con 4 gol all’attivo in stagione. È complicato tradurre le emozioni in una sequenza di parole. Specie quando ci si accorge che attorno non ci sono, come d’abitudine, poche centinaia di persone, ma addirittura 8mila. «Durante il riscaldamento mi sono resa conto che stavano rapidamente aumentando. Fa piacere ricevere l’affetto della gente». Allo stadio erano presenti la famiglia, il fidanzato e gli amici, schierata titolare dal tecnico Sauro Fattori nella vittoria 2-0 sul Tavagnacco. «Di solito, prima di ogni gara, li cerco con lo sguardo, sono il mio punto di riferimento. Sabato è stato un po’ più complicato... (ride, ndr)».
Dai suoi genitori ha ricevuto i complimenti. E non solo. «Mia mamma mi ha ricordato di quando, al primo giorno di allenamento col Cgc, non volevo entrare in campo». A quel tempo Greta era ancora una bambina. Non sapeva che ciò da cui cercava di fuggire, le avrebbe poi regalato immense gratificazioni. Li ha voluti ringraziare gli artefici di questa parabola: «Ogni allenatore (il primo è stato Luigi Beccaria, ndr) mi ha dato qualcosa», ammette. E per il futuro? Due sono i propositi: «Indossare ancora questa maglia e continuare a vincere».
Gabriele Noli
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