Il presidio
Valverde: «Abbiamo concesso poco»
L’analisi dell’ex allenatore del Forte: «Per loro troppa ansia di perdere il primato»
FORTE DEI MARMI. Jorge Valverde ha una strana fama: due anni fa il Forte - appena orfano della "bandiera" Roberto Crudeli - lo chiamò per condurre la squadra nei playoff e lui (di ritorno dal Sud America) riuscì a portare i rossoblù in finale e a battere in uno storico derby in cinque atti il Cgc Viareggio conquistando il secondo scudetto fortemarmino; sabato invece, a meno di 24 ore dalla sua nomina come allenatore del Trissino (andando a sostituire l'esonerato Dario Rigo) ha compiuto l'impresa di vincere proprio contro la sua ex squadra. «È un onore per me guidare questo gruppo - commenta Valverde - già mi occupavo del settore giovanile, per cui quando la società mi ha chiesto di condurre la prima squadra ho accettato di dare il mio contributo. La vittoria contro il Forte? Ogni partita ha la sua storia, può capitare a tutti di perdere - risponde l'ex mister rossoblù - il Forte dei Marmi ha dimostrato a più riprese di essere una grande squadra, molto più unita come gruppo rispetto agli anni passati e per questo molto più forte secondo me. Contro di noi sabato non è stato così: sicuramente siamo stati bravi in difesa e abbiamo concesso poco, ma forse su di loro ha influito anche l'ansia di dover fare il risultato per non perdere il primato e farsi recuperare dal Lodi. La pressione può essere un'arma a doppio taglio: può spingere un giocatore a dare il massimo ma anche mandare in confusione. Però, nonostante abbiano pagato cara la sconfitta contro di noi, Gigio Bresciani resta un ottimo allenatore - dichiara Valverde - e lo sta dimostrando con una squadra che è ai vertici sia nel nostro campionato che in Europa. E che resta la favorita per la corsa ai titoli in palio in Italia e che, se continuerà il suo percorso con umiltà e soprattutto con la giusta coesione, potrà togliersi anche delle soddisfazioni in Eurolega». (g.b.)
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