Il Tirreno

Versilia

Torner e la rissa: «Cari portoghesi, imparate a perdere»

di Gabriele Buffoni
Torner e la rissa: «Cari portoghesi, imparate a perdere»

Il capitano del Forte accusa il portiere dello Sporting: «Mi ha dato una testata mentre andavo a festeggiare»

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FORTE DEI MARMI. Quella che sembrava sulla carta un'invincibile armata di campioni è caduta ancora sotto i colpi del Forte: abbattuto lo Sporting Lisbona, ora i rossoblù sono matematicamente qualificati ai quarti (a +6 dai lusitani e con gli scontri diretti a favore) con due giornate di anticipo e possono guardare alla prossima trasferta a Reus (Spagna) in tutta serenità. Sarebbe stata una splendida serata di festa, non fosse stato per il parapiglia scatenatosi a fine gara e che ha visto protagonista proprio il capitano versiliese Enric Torner Galindo.

Torner, cos'è successo dopo il fischio finale?

«Il portiere dello Sporting si è sentito in obbligo di darmi una testata mentre stavo andando a festeggiare. Girão lo conosco bene, si fa sempre montare il sangue alla testa: deve imparare a perdere. Un comportamento così proprio non lo capisco, e non è nemmeno la prima volta che lo fa: gli arbitri l'hanno visto, vedremo ora che provvedimenti prenderanno».

In settimana grande è stata la preoccupazione per le sue condizioni: invece poi è stato tra i protagonisti della serata.

«Sono stato molto fortunato: giovedì ho avuto uno scontro in allenamento e ho sentito un dolore incredibile. Mi è sembrato di rivivere l'infortunio dello scorso anno alla spalla che mi ha quasi impedito la Final Four. La società si è impegnata subito per farmi fare la risonanza e fortunatamente non era grave, niente che mi impedisse di giocare al meglio. Ma sull'essere un protagonista non sono d'accordo: mai come sabato si è vista la forza di squadra di questo Forte capace di vincere su un gruppo di grandi campioni».

Tra cui l'ex capitano Pedro Gil: si può dire c'è stato una specie di confronto tra presente e passato del Forte?

«Pedro è un grande amico: in pista possiamo anche essere avversari ma fuori dal campo non potrà mai accadere. Mi dispiace per lui, ma sabato volevamo vincere noi. Direi che abbiamo dimostrato che anche senza di lui, ma con la forza della squadra e di un grande tifo che ci ha supportato fino all'ultimo secondo, possiamo vivere fino in fondo questo sogno: nessuno, neppure a Forte dei Marmi, avrebbe scommesso un solo euro su di noi qualche mese fa. Ora invece siamo ai quarti di Eurolega e abbiamo eliminato la squadra che sulla carta doveva vincere tutto in Europa».

Il 4 febbraio vi attende il Reus: puntate al primato del girone in ottica quarti?

«Certo che sì, ma non per sceglierci l'avversario: incontreremo molto probabilmente il Barcellona o il Porto, entrambe sono squadre fortissime e per questo credo sia importante provare a conquistare il primo posto nel girone in modo da giocarci il match di ritorno qui in casa: il fattore campo può fare la differenza in partite come quelle che ci aspettano».

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