Il Tirreno

Versilia

Pedro contro il suo passato «Sabato sarà durissima...»

di Gabriele Buffoni
Pedro contro il suo passato «Sabato sarà durissima...»

L’ex capitano rossoblù torna al Palasport di Forte dei Marmi da avversario E non sarà una partita qualsiasi: in palio c’è la final four di Eurolega

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FORTE DEI MARMI. Sabato 14 gennaio (ore 21) al palasport di Vittoria Apuana si giocherà una partita che non potrà essere come tutte le altre: e non solo perchè Forte dei Marmi-Sporting Lisbona ci dirà molto riguardo il passaggio ai quarti di finale di Eurolega di una delle due squadre, ma anche perchè per la prima volta - seppur da avversario - tornerà in Versilia il campionissimo Pedro Gil, capitano, trascinatore e forse il più amato tra i protagonisti dei tre scudetti rossoblù.

Gil, finalmente il ritorno del grande ex: come sta vivendo questi ultimi giorni di attesa?

«Con grande fermento, e non potrebbe essere altrimenti: come già ammisi tempo fa per me Forte ha un significato speciale e lo avrà sempre, sia come giocatore che come uomo. Sicuramente prima della partita mi passeranno per la testa tantissimi ricordi, spero di riuscire a tenerli da parte fino alla fine: sono abituato a gare di questo rilievo, ma stavolta c'è per me una componente sentimentale che è impossibile da vincere per chiunque. Sarà una “partita della vita”, nel vero senso del termine».

Forte e Sporting si incontrano nuovamente dopo un match d'andata in cui i rossoblù hanno ribaltato il risultato espugnando Lisbona: siete decisi a vendicarvi sul suolo versiliese?

«Chiaramente sì, ma la nostra è più una necessità che una rivalsa: queste tre partite di girone che ci restano per noi sono finali vere e proprie, se commettiamo un passo falso siamo matematicamente fuori. Addirittura vincendole tutte potremmo non riuscire a qualificarci, per cui strappare il successo sabato è fondamentale: ci stiamo allenando con grande concentrazione per riuscire in quest'obiettivo, consapevoli che è l'ultima spiaggia».

Anche perchè, se lo Sporting venisse eliminato...

«Sarebbe una pesante nota negativa per la società, è chiaro. È stato investito molto in questa squadra che è stata in gran parte rinnovata, con un nuovo mister in panchina e con tanti giocatori dal mercato. È chiaro che la mancanza di grandi risultati finora deriva anche da questo: dobbiamo ancora secondo me trovare l'equilibrio perfetto tra di noi, anche se siamo migliorati e l'ultima vittoria contro l'Oliveirense ci ha dato grande fiducia».

Il Forte viene invece dalla brutta sconfitta di Valdagno: si aspetta un avversario moralmente ferito?

«Non credo che la squadra si demoralizzi per così poco, non ne avrebbe motivo. Ho seguito quasi tutte le partite del Forte in streaming e quella di sabato è l'unica finora in cui non mi è piaciuto il loro gioco, e una serata no può capitare a chiunque. Eliminata quella singola prestazione, ho visto sempre una squadra capace di giocare un hockey di altissimo livello e con giocatori che si intercambiano con facilità, mai fissi su un unico schema. È un'ottima cosa, è così che sono riusciti a batterci all'andata. Gonzalo Romero poi è l'uomo in più, ha quel qualcosa che mancava negli anni passati: riesce da dietro le linee a gestire ritmo e partita, un ruolo che io talvolta ricoprivo ma mai con la sua continuità».

Un'ultima domanda: esulterà in caso di gol?

«Il cuore mi fa dire di no, ma so che sul momento poi l'agonismo potrebbe avere la meglio: all'andata, quando segnai, ne uscì un gesto a metà, piuttosto goffo. Anche se dovessi esultare però, chi mi conosce sa che non sarebbe una mancanza di rispetto. Per 50 minuti sabato sarò un avversario, ma comunque finirà la partita poi andrò ad abbracciare i tanti amici che ho a Forte dei Marmi».

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