Meteo
Il bomber con la valigia che fa sognare il Real Forte
Falchini festeggia con una tripletta il traguardo dei cento gol appena tagliato «Il prossimo obiettivo? Portare la mia squadra almeno nei playoff»
di Massimo Guidi
Dalla doppietta al Savona, quando indossava la maglia del Saluzzo, realizzata in un lontano pomeriggio di quasi dieci anni fa Gabriele Falchini non si è più fermato. Ha cambiato una dozzina di maglie (vincendo due campionati di serie D), senza mai smettere con il “vizietto” del gol. Arrivando così a tagliare il traguardo delle cento reti nel campionato di serie D, prima della sosta, con un'altra doppietta (da ex) al Ponsacco, evento festeggiato domenica scorsa dalla dirigenza del Real Forte Querceta che ha premiato il suo attaccante prima della gara giocata al Necchi-Balloni con il Ligorna. Gabriele si è commosso, ha ringraziato e poi ha deciso di ripagare tanto affetto alla sua maniera, cioè spedendo il pallone in fondo al sacco. E lo ha fatto per tre volte, tanto per ritoccare subito le statistiche ma soprattutto per rilanciare le ambizioni dell'undici del presidentissimo Mussi.
Trent’anni, livornese doc ma tifoso della Fiorentina («Vi lascio immaginare quello che mi dicono i miei amici») è stato il primo colpo di mercato pesante del diesse Pinzani perché come detto il bomber con la valigia il suo bel gruzzolo di reti lo ha sempre segnato e dunque in sede di mercato estivo era appetito da molte società. Gabriele inizia a tirare i primi calci nel Dopolavoro dei Ferrovieri di Livorno, poi a 13 anni passa al Livorno dove fa la trafila fino alla Primavera. Il suo primo campionato vero è addirittura quello di C/2 nel quale esordisce diciottenne nell'Aglianese di Nando Rossi. Torna al Livorno per poi iniziare a girovagare per il nord Italia. Da Saluzzo ad Alessandria dove vince il campionato di serie D con Angelo Buglio. Poi Novese, Savona, Acqui e Rivoli. Nel 2010 il ritorno in Toscana da dove non si è più mosso. Rosignano, Forcoli, Tuttocuoio (un altro campionato di serie D vinto), Ponsacco e poi Massese con la quale, tre anni fa, ha stabilito il record personale andando a bersaglio venti volte: «Ventitrè - precisa - se si considera anche le reti nei playoff che però non vengono conteggiate».
Tre gol tutti in una volta: è stato il tuo ringraziamento per la festa pre partita.
«Sono contento perché ho potuto ringraziare al meglio i dirigenti del Real Forte Querceta che mi avevano voluto premiare prima della partita. L'ennesima dimostrazione che questa società è formata da persone serie. Per noi giocatori è una fortuna. Possiamo lavorare tranquillamente ed i risultati si vedono».
Cosa ha significato per te arrivare a cento e passa segnature?
«Credo che il sogno di ogni attaccante sia quello di raggiungere questa fatidica soglia, a tutti i livelli. Personalmente mi ripaga di tanti sacrifici».
Hai fatto i complimenti alla tua dirigenza per la loro professionalità. Cosa ne pensi dei tanti casi che si sono verificati in questa stagione con squadre in difficoltà alcune delle quali non sono nemmeno scese in campo?
«Credo che il campionato di serie D andrebbe inquadrato tra quelli professionistici visto che il lavoro settimanale non è differente da quello delle squadre di Lega Pro».
A proposito di Lega Pro: hai qualche rimpianto per non essere riuscito a rimanere nel calcio prof dopo l'esordio di Agliana?
«Mi sarebbe piaciuto misurarmi di nuovo con quella realtà dove credo avrei potuto giocare. Purtroppo in passato qualche infortunio mi ha un po' penalizzato. Ma alla fine devo dire che sono contento per quello che sono riuscito ad ottenere».
Qual è il tuo pensiero sulla regola che impone l'impiego dei giovani?
«A mio avviso non è molto positiva per i ragazzi stessi. Molti giocano perché sono in età poi tra un paio d'anni rischiano di finire nelle categorie minori. Chi è bravo gioca a prescindere dall'età e per questo dico che quattro quote sono troppe, due sarebbe un numero sufficiente».
Hai vinto il tuo primo campionato con l'Alessandria. Cosa ricordi di quell'esperienza?
«Avevo venti anni e in attacco avanti nelle gerarchie due giocatori forti come Artico e Federico Balestri. Comunque ero riuscito a ritagliarmi i miei spazi e segnai quattro reti».
Qual è il marchio di fabbrica di Gabriele Falchini?
«Ho segnato tante reti di testa ma negli ultimi anni sono andato a bersaglio tante volte anche di piede perché ho imparato a giocare meglio in profondità».
Ricordi il tuo primo gol nel campionato di serie D?
«E' stata una doppietta al Savona quando giocavo nel Saluzzo. Tutte e due le reti con deviazioni di testa».
E quello più bello?
«Quello con la maglia del Tuttocuoio segnato al Castelfranco Emilia con un tiro al volo ad incrociare. Alla fine vincemmo il campionato».
Quali sono i tecnici che ti hanno insegnato di più?
«Su tutti Pagliuca. E' il miglior allenatore che ho avuto, e non lo dico perché è il mio tecnico attuale. E' una persona che crede in quello che fa, prepara meticolosamente le partite e ci aiuta molto. Poi Alvini altro allenatore molto preparato. Entrambi mi hanno insegnato a leggere le situazioni di gioco nella maniera più veloce possibile».
Ferretti ha fallito il secondo rigore di fila, tu lo hai trasformato: chi sarà a tirare il prossimo penalty?
«Andrea, è lui il rigorista. Mi dispiace per questi suoi errori perché siamo molto amici e sono contento quando anche lui va a segno».
Sei già arrivato a quota dodici reti. Puoi battere il tuo record di venti segnature stabilito con la Massese?
«Spero di segnare il maggior numero di reti possibile. Mi alleno anche per questo».
Chi vincerà il campionato? «Gavorrano, Massese e Savona sono le più attrezzate. Un gradino sotto la Sanremese».
E il Real Forte dove può arrivare?
«Siamo una buona squadra. Possiamo puntare ai playoff».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
