Il Tirreno

Versilia

Gori come il mitico Buffon: che gioia il Pallone Azzurro

 Gori come il mitico Buffon: che gioia il Pallone Azzurro

«Un giorno potrò dire di avere vinto lo stesso premio del campione della Juve» Ora l’asso del beach soccer punta ai mondiali e al 400° gol tra club e nazionale

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. I colori di un pallone e i sentimenti che raffigurano. L’oro del rammarico, per non essersi visto riconosciuto a livello mondiale ciò che invece in Italia è stato concretamente apprezzato. Il Pallone Azzurro è il simbolo della soddisfazione di Gabriele Gori, premio ricevuto a certificazione di un 2016 da catalogare come il miglior anno di sempre in termini individuali e di squadra.

L’attaccante viareggino ha ottenuto il 38 per cento delle preferenze degli utenti che hanno partecipato al sondaggio organizzato da Vivo Azzurro, la community ufficiale della Figc. Una vittoria schiacciante, se si considera che i più diretti inseguitori (Spada e Marinai) non sono andati oltre il 16 per cento.

L’enorme e comprensibile delusione per non essersi aggiudicato quel titolo di miglior giocatore al mondo che tanto bramava (e meritava) - storia di due mesi fa - non è del tutto scomparsa, ma il Pallone Azzurro da posizionare nella personalissima bacheca l'ha parzialmente attenuata, quantomeno. «Sto cominciando a raccogliere quanto seminato in questi anni, è un ottimo modo di cominciare il 2017».

Alla soddisfazione si mescola l'orgoglio che affiora nell’istante esatto in cui il proprio nome compare a fianco di Gianluigi Buffon, pure lui trionfatore (per la seconda volta) al Pallone Azzurro nella sua categoria (Nazionale di calcio a undici). «Un giorno potrò dire di aver vinto il suo stesso premio». Sorride e scherza, Gori. Perché la sua squadra del cuore è proprio quella il cui portiere è campione prossimo alla leggenda.

“Tin-Tin”, infatti, è uno “juventino sfegatato”. Coincidenze. Prodigi e gol. Uno li segna, l’altro li evita. Non si sono mai conosciuti direttamente e probabilmente di qui a breve neppure ci sarà l’occasione per uno scambio di complimenti reciproci tra fuoriclasse le cui radici non sono poi così distanti, i vissuti sportivi quelli però sì, accomunati però dall’azzurro e dall’intimo desiderio di aggiudicarsi un Mondiale, obiettivo che Gori - a cui manca una sola rete per raggiungere la quota monstre di 400 tra club e Nazionale - focalizza ogni giorno.

Le Bahamas come ideale terra di conquista (sportiva), aprile e maggio i mesi in cui dare piena sostanza ad un legittimo proposito assieme ad altri undici compagni con l’azzurro addosso, compresi altri cinque viareggini, salvo clamorose sorprese nelle convocazioni che il commissario tecnico Massimo Agostini avrà il compito di diramare.

Due di questi, Simone Marinai e Dario Ramacciotti erano tra i candidati al Pallone Azzurro. Con Gori, tre su cinque in totale. «È la testimonianza della bontà del lavoro svolto dalla società (il Viareggio, ndr) in questi anni».

Gori non dimentica mai di condividere i suoi successi con chi ha contribuito a renderlo grande. Dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

Gabriele Noli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli