Il presidio
Il Leone torna a ruggire «Il vero Pizza è tornato»
Il centrocampista del Real Forte a segno nella sfida contro la Lavagnese E giovedì affronterà il Viareggio da ex: «L’emozione sarà tantissima...»
di MASSIMO GUIDI
Cinque campionati nel Viareggio non si dimenticano certo con tanta facilità. Cinque stagioni condite da 135 presenze e nove reti (più sei presenze con un gol nei playout) e tante belle imprese: dalle salvezze agli spareggi contro Paganese, Monza e Cosenza alla finale di Coppa Italia contro il Latina sfumata per un niente. Ma soprattutto quella fascia di capitano portata al braccio con grande orgoglio. E proprio per questo la scorsa estate Samuele Pizza, il "Re Leone" o il "Guerriero" come lo avevano ribattezzato i tifosi viareggini era tra i nomi più gettonati per un ritorno (gradito) in bianconero. Poi l'incerta situazione dirigenziale del Viareggio lo ha portato qualche chilometro più a nord, a Forte dei Marmi, per vestire la maglia del Real Forte Querceta che grazie anche all'apporto della sua grinta e dall'esperienza maturata nella terze serie nazionale con le maglie di Monza, Viareggio, Torres, Lucchese e Pontedera e in serie B con l'Avellino.
E proprio un suo gol ha dato il via alla rimonta della squadra di Pagliuca sul campo della capolista Lavagnese che era avanti di due reti a venti minuti dalla fine. Un gol pesante al quale Samuele attribuisce un significato importante e che arriva proprio alla vigilia del derby del "Necchi Balloni" contro il Viareggio.
Samuele quale significato attribuisci al tuo gol di Lavagna?
«Intanto è stato il gol che ha dato il via alla nostra rimonta. Poi perché mi ripaga del brutto periodo che ho vissuto nella passata stagione a causa degli infortuni».
Un Pizza comunque che è tornato a ruggire in mezzo al campo come ai bei tempi.
«Per me è stato importante tornare a giocare con regolarità e riprendermi un posto da titolare. Sì, Pizza è tornato. Io non avevo dubbi. Se qualcuno ce li aveva...».
A chi hai voluto dedicare il tuo primo gol stagionale?
«A tutto il Real Forte, dirigenti, staff tecnico, compagni. E anche alla mia bambina Ines».
Dove può arrivare la tua squadra?
«Stiamo facendo qualcosa di importante. E soprattutto abbiamo più volte dimostrato di avere gli attributi come a Lavagna dove la squadra sul 3-1 ha reagito alla grande».
Un Real Forte che somiglia tanto a Pizza e al suo tecnico Pagliuca. Come ti sei trovato con lui?
«Bene. Anche perché è una persona di grande temperamento. Non molla mai, proprio come me. Poi va detto che è un tecnico bravo, maniacale negli allenamenti e che cura molto anche gli aspetti che riguardano la squadra avversaria».
Tra i tuoi allenatori del passato, a chi assomiglia Pagliuca?
«Direi Rastelli per come cura tutti i particolari nel lavoro e Cuoghi per il temperamento».
Il nome di Cuoghi ci riporta a Viareggio: giovedì c'è il derby e tu sarai il grande ex: emozionato?
«Ho già affrontato il Viareggio in Coppa Italia (vittoria delle zebre per 4-2, ndr). Ma eravamo ancora in fase d'assestamento e non avevamo un'identità di squadra. Sicuramente l'emozione sarà tanta. Cinque campionati trascorsi arrivando a compiere grandi imprese non si dimenticano certo con un colpo di spugna».
E qual è l'impresa in bianconero alla quale sei più legato e della quale vai fiero?
«Senza dubbio la salvezza contro il Cosenza. Vuoi perché ottenuta a spese di una squadra molto forte, vuoi perché segnai il gol della vittoria nella gara di ritorno e anche perché quella non fu una stagione facile. Per far quadrare i conti la società aveva lasciato partire Carnesalini e Longobardi e già arrivare ai playout fu una bella impresa».
Di certo non avrai dimenticato le altre salvezza ottenute a spese di Paganese e Monza e la finale di Coppa Italia.
«Quella con la Paganese fu più difficile rispetto a quella ottenuto con il Monza. Avevamo disputato un grande girone di ritorno ed avevamo uno Zaza stratosferico».
Nella tua carriera hai giocato anche un'altra finale, con la maglia dell'Empoli: quella della Coppa Carnevale del 2008 persa ai rigori contro l'Inter di Balotelli. Che ricordi hai di quell'evento?
«Ho disputato tre volte il torneo. Il primo anno ero più giovane rispetto all'età dei titolari e non ero titolare. L'anno seguente conquistammo il terzo posto, poi nel 2008 la finale, ripetuta e persa ai rigori contro l'Inter. Mi ricordo lo stadio pieno. Ho un dvd di quella partita ed ogni tanto mi piace andarmelo a rivedere».
Torniamo al derby di giovedì: il pronostico è tutto dalla vostra parte.
«Andiamoci piano. Sarà una partita difficile e non dobbiamo sottovalutare il fatto che il Viareggio sarà imbottito di giovani. Sarebbe un grosso errore».
Da ex capitano come vivi la situazione del Viareggio?
«Mi dispiace tanto per i tifosi, per i ragazzi che giocano in bianconero e per il mio ex compagno Carnesalini, uno di quelli che ci mette la faccia. C'è poco da dire. L'unica speranza è che il Viareggio riesca a ritrovare le risorse economiche e magari anche a salvare la categoria».
Ti è mai capitato di vivere esperienze uguali a quelle dei giocatori del Viareggio?
«Sì quando giocavo nella Torres. Siamo stati sei mesi senza prendere stipendi».
Quando scendevi in campo a cosa pensavi?
«Cercavo di dare il meglio. Per rispetto ai tifosi, per orgoglio personale e naturalnebnte per dare un'immagine positiva per il proseguo della carriera».
Oltre a te, nelle file del Real Forte ci sarà un fresco ex: Rosati.
«E' a disposizione. Di sicuro un giocatore che va ad arricchire un reparto avanzao già molto forte».
Un'ultima domanda: se tu dovessi segnare, esulteresti?
«Non lo so. O forse sì. Sono cose che vengono spontanee al momento. Di certo esultare non vorrebbe dire mancare di rispetto ai tifosi del Viareggio».
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