Il Tirreno

Versilia

Mariotti da libro Cuore «Tornare a Forte? Una lacrima ci sta»

di Gabriele Buffoni
Mariotti da libro Cuore «Tornare a Forte? Una lacrima ci sta»

I rossoblù in Eurolega contro l’ex campione, oggi allenatore «Qui gioie indimenticabili, ma il mio Reus è un bel gruppo»

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FORTE. Sabato 5 novembre è la data di Forte-Reus, match d’ouverture dell'Eurolega 2016-2017. Ma è anche il giorno del ritorno di uno dei grandi ex giocatori che in Italia - e in Versilia, nel Cgc Viareggio prima e nel Forte dei Marmi poi - ha lasciato il segno: Enrico Mariotti tornerà infatti a calcare (vestendo i panni di allenatore dei rossoneri spagnoli) quella pista di Vittoria Apuana dove, nel 2013, ha concluso la sua carriera da giocatore nel plauso e nell’omaggio di tutto l’hockey italiano.

Mister Mariotti, come sta vivendo questi giorni di vigilia al suo atteso ritorno in Italia, stavolta da ostico avversario?

«Ci sto riflettendo da giorni ormai, non è un pensiero semplice da affrontare. Forte dei Marmi e Viareggio sono per me luoghi speciali: dopo la brutta parentesi a Bassano ho trovato il finale dolce e felice che auguravo alla mia carriera di giocatore. Lo scudetto in bianconero e la grande festa omaggio che il presidente del Forte Piero Tosi e il Gso capitanato da Antonio Agostini mi hanno tributato restano due dei miei ricordi più belli, che conservo gelosamente. A Forte, in particolare, ho cercato di dare in quell’ultima stagione il mio contributo nell’iniziare il progetto che poi ha portato la squadra a vincere nei tre anni successivi lo scudetto. Quindi tornarci da avversario per me è un grande onore e un immenso motivo di orgoglio. Punterò a vincere in pista, ma alla fine sono certo che l’emozione mi strapperà qualche lacrima».

Il suo Reus è al terzo posto nella OkLiga spagnola da tre giornate dietro ai colossi Barcellona e Liceo, ed è tra le squadre più quotate in Europa: qual è il vostro punto di forza?

«Abbiamo grande fiducia nei nostri mezzi e obiettivi precisi da raggiungere: lo scorso anno volevamo qualificarci per l’Eurolega e ci siamo riusciti, ora abbiamo intenzione di raggiungere tutte le finali dei tornei nazionali spagnoli e di dare quanto più possibile fastidio in Liga al Barcellona, che resta la squadra da battere. In Europa non ci nascondiamo: ci siamo rafforzati anche per raggiungere la Final Four».

I nuovi e preziosi innesti dunque faranno la differenza?

«I nomi non sono mai garanzia di risultato: abbiamo cambiato molto, ma la nostra vera forza risiede nel gruppo che sto creando, nel nostro gioco di squadra che ci permette di non temere nessuno».

Un po’ come il Forte che affronterete sabato, ancora in cantiere: dopo l’addio di Gil che lettura dà del suo avversario?

«È un punto che abbiamo in comune, ma il Forte partirà con i favori del pronostico e con il vantaggio, che non sottovaluterei, del pubblico e della pista. Inoltre è un esordio, le sorprese sono dietro l’angolo. Di una cosa sono sicuro però: questo nuovo Forte dei Marmi, senza Gil che può risolvere le partite, è costretto a giocare maggiormente da squadra. Se negli scorsi anni Gil non era in serata, l’avversario poteva sperare di fare risultato; adesso che non c'è più, secondo me, sarà ancora più difficile avere ragione di questa squadra. Che, oltre ad avere uno dei portieri più forti al mondo, può ora sfruttare appieno l’esperienza di Orlandi e Motaran unita alla freschezza di atleti di grande spessore, da Pagnini ai nuovi acquisti».

Il girone C in cui vi trovate insieme allo Sporting Lisbona è da molti indicato come il più difficile: è d'accordo?

«Sono dell’idea che non è più complicato degli altri: ogni girone ha squadra italiane, portoghesi e spagnole che possono passare il turno, in ugual modo. Sarà un’Eurolega molto equilibrata, questa, e perciò molto più spettacolare ed emozionante che in passato. A partire da sabato sera».

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