Il presidio
Albo l’intramontabile «Ma ora ci attende un mese di fuoco»
Con una doppietta Orlandi mette il proprio sigillo nell’impresa del Forte sulla pista rovente di Giovinazzo
FORTE DEI MARMI. Sono rientrati ieri mattina i giocatori del Forte dei Marmi dalla lunga trasferta in Puglia che li ha visti espugnare - dopo un match teso dentro e fuori la pista - il palaPansini di Giovinazzo. Una vittoria sofferta, in cui ancora una volta è forse mancata la giusta incisività in fase offensiva: a togliere le castagne dal fuoco per i rossoblù però ci ha pensato l'intramontabile Alberto “Albo” Orlandi che, nella ripresa, ha siglato la doppietta decisiva garantendo ai versiliesi i tre punti e il primato.
Orlandi, missione compiuta a Giovinazzo su una pista che per il Forte è sempre stata un'insidia: quanto è stata dura stavolta?
«Come sempre andare a giocare in casa loro è un'incognita, specialmente con questo Giovinazzo che si è rafforzato molto rispetto agli anni passati. In più per loro era il debutto in campionato (la prima giornata dei pugliesi è stata rinviata al 1 novembre, ndr) ed è normale che alla prima partita di fronte al proprio pubblico abbiano voluto cercare di dimostrare qualcosa in più».
La sua doppietta nella ripresa ha permesso al Forte di vincere: potevate chiuderla prima, e meglio?
«Meglio si può sempre fare, ma siamo stati anche molto sfortunati: io stesso, che sono partito nel quintetto base, nel primo tempo non sono riuscito ad incidere come avrei voluto. Abbiamo creato moltissime occasioni però, su questo ci sono pochi dubbi, e il nostro gioco di volta in volta migliora: questa ci fa ben sperare per le prossime partite, anche se certo bisogna limare ancora qualcosa».
Manca ancora la concretezza e l'intesa giusta sotto porta?
«Sicuramente dobbiamo lavorare ancora su questo punto, e dobbiamo farlo adesso: da novembre, tra Eurolega e partite che recupereremo per via dei rinvii per la Nazionale Under 20, si aprirà un mese con tre partite a settimana, un ritmo serrato che non ci permetterà di allenarci con dovizia. Questo inizio di campionato deve servirci come rifinitura, ma il percorso imboccato è quello giusto».
A fine partita c'è stato molto tafferuglio, sia in pista che sugli spalti: cosa è successo di preciso?
«A tre secondi dalla fine avevamo palla noi in attacco, ma quando la sirena ha suonato il Giovinazzo ha portato a termine un'altra azione con tanto di tiro in porta, fortunatamente parato. Sono passati cinque secondi buoni prima che l'arbitro fischiasse, mentre noi protestavamo dal cronometrista: è un errore che un direttore di gara con esperienza non deve fare, anche se non sente la sirena un'occhiata al cronometro poteva darla. I tifosi poi a Giovinazzo sono molto sanguigni, e gli interventi arbitrali dell'ultimo quarto d'ora di gara, su entrambi i fronti, non hanno aiutato a calmare gli animi».
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