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Bresciani: «Il gol di Ambrosio era da annullare»

Bresciani: «Il gol di Ambrosio era da annullare»

Il tecnico recrimina per la rete del 3-2: «Azione viziata da un fallo che gli arbitri dovevano vedere»

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FORTE DEI MARMI. Si sentono ovattate e distanti le grida di esultanza dei tifosi e dei giocatori del Lodi nello spogliatoio del palasport di Vittoria Apuana dove Gigio Bresciani - spedita la squadra a farsi una doccia calda dopo la sconfitta - siede amareggiato, cercando di reprimere l'inevitabile delusione per la seconda Supercoppa mancata da quando è allenatore del Forte dei Marmi. Non è difficile immaginare cosa gli passi per la testa nel sentire i cori degli avversari in festa: le immagini della partita, gli errori commessi dai suoi giocatori, quegli episodi contestati con forza alla coppia arbitrale. Per poi arrivare ad un'unica conclusione. «Possiamo recriminare molto, ma alla fine bisogna solo guardare avanti e provare solo a migliorare: è stata una Supercoppa disputata fra due ottime squadre che hanno giocato una finalissima di alto livello, specialmente se pensiamo che siamo ancora in fase di precampionato. Come contro il Breganze l'anno scorso, a deciderla sono stati alcuni episodi a nostro sfavore: la scivolata accidentale di Davide (Motaran, ndr), il fallo netto sulla punizione di prima da parte di Ambrosio... Ce ne sono stati tanti».

Un frangente, questo della punizione di prima, che fa ribollire d'amarezza tutto lo staff rossoblù. «C'era un fallo nettissimo - dichiara senza mezzi termini Bresciani - Ambrosio ha bloccato la stecca di Gnata in modo evidente. Per me in quel caso non ci sono scuse: l'arbitro lo deve vedere e sanzionare, invece hanno lasciato correre e ha segnato. Però non è stata solo colpa degli arbitri. Se abbiamo perso la responsabilità va ricercata anche in noi stessi. Le punizioni di prima ad esempio a mio avviso sono state determinanti - spiega il coach rossoblù - noi non le abbiamo segnate e loro invece sì. Ad ogni modo ricordiamoci che è una Supercoppa e non uno scudetto: molto meglio vincerla e partire con il piede giusto - ammette il tecnico versiliese - ma noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada senza guardarci alle spalle. Il rammarico maggiore? La nostra partenza - risponde Bresciani - nei primi minuti siamo stati troppo molli in attacco. È stata una falsa partenza da parte nostra, almeno finché non ho chiamato il primo timeout: saremmo dovuti entrare meglio in partita e cercare subito di portarci in vantaggio. Sarebbe cambiato tutto. Ma oltre a questo non ho niente da rimproverare ai miei ragazzi».

Pochi metri più in là, in mezzo alla pista nel bagno di folla giallorosso, si staglia invece il sorriso di Nuno Resende: per il neo-tecnico portoghese del Lodi quella di ieri sera era la prima uscita ufficiale che si è conclusa subito con un successo. «Non abbiamo ancora fatto niente - dichiara però il coach lodigiano - questa Supercoppa era importantissima per noi, ci dà un'enorme iniezione di fiducia in vista del campionato e dei prossimi impegni stagionali. Ma da domani voglio che ce la lasciamo alle spalle e si ricominci a lavorare sodo. È un trofeo importante per la società e i nostri tifosi, ma come squadra noi dobbiamo solo andare avanti: abbiamo tanta strada per crescere e migliorare, se vogliamo essere protagonisti serve umiltà e tanto lavoro».

Gabriele Buffoni

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