Il Tirreno

Versilia

«Vogliamo la Supercoppa ma l’obiettivo è lo scudetto»

di Gabriele Buffoni
«Vogliamo la Supercoppa ma l’obiettivo è lo scudetto»

Piero Tosi, patron del Forte, guarda senza ansie alla doppia sfida contro il Lodi «I nostri veri traguardi restano campionato, Coppa Italia e final four di Eurolega»

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di Gabriele Buffoni

FORTE DEI MARMI

È ormai questione di ventiquattr'ore, e la stagione 2016-2017 di hockey su pista riprenderà il suo via ufficiale con uno degli incontri più attesi di questa fase di precampionato: la finalissima di Supercoppa Italiana tra Lodi e Forte dei Marmi, le due compagini che fino a gara 5 lo scorso maggio si sono date battaglia per l'assegnazione del tricolore. E proprio dal presidente dei campioni d'Italia in carica Piero Tosi parte la sfida a questa stagione carica di aspettative ma anche di curiosità per una squadra, quella rossoblù, che si presenta profondamente rinnovata.

Presidente Tosi, alla vigilia della stagione quali sono gli obiettivi del suo Forte?

«Gli stessi degli ultimi anni: vincere tutto quello che è possibile in Italia, e in Europa puntare alla Final Four».

Pensa quindi che questo "nuovo" Forte sia all'altezza di quello degli ultimi anni?

«Non ci sentiamo ridimensionati. Aver perso Gil e Cancela non ha indebolito così tanto la squadra a mio avviso, ma abbiamo creato un collettivo molto affiatato in grado di ripetere gli standard di gioco che ci aspettiamo».

In questo precampionato però è mancato qualcosa sotto porta, laddove gli anni scorsi il Forte dominava.

«È una squadra costruita più per difendersi che per attaccare: l'idea è stata di dare a coach Bresciani la possibilità di lavorare maggiormente sulla fase offensiva anziché "rattoppare" la difesa come in passato. Serve solo trovare un'intesa migliore per andare in porta, ma per ora non mi preoccupo».

Il primo impegno vi attende domani con l'andata di Supercoppa (il ritorno sabato 24 a Vittoria Apuana): quanto tenete a questo trofeo?

«Vogliamo vincerlo, è ovvio, come punteremo alla vittoria in ogni ambito: da quest'anno si svolgerà in due gare, sarà certamente un match diverso da quello del 2015 quando il Breganze grazie ad un episodio vinse la partita. Una cosa però deve essere chiara: il rilievo di questo trofeo rimane quello di sempre. In caso di successo è un buon avvio ma niente di più, e in caso di sconfitta è comunque un trofeo secondario, non un obiettivo primario».

Tra gli obiettivi che vi siete prefissati dunque ce n'è uno più importante?

«Per quanto mi riguarda è e sarà sempre lo scudetto: calare il poker tricolore è quello a cui puntiamo. Poi, a seguire, mi piacerebbe mettere finalmente in bacheca la Coppa Italia, ma più per sfatare la nostra "maledizione" che per altro: in tre anni non siamo mai riusciti a giocarcela, venendo sempre eliminati prima della finale».

In Italia, chi vede come possibili rivali per lo scudetto?

«Nel Lodi non ho visto un grande cambiamento rispetto allo scorso anno: sono molto titubante sul loro cammino verso il tricolore, dovranno sorprendermi di nuovo come hanno fatto l'anno scorso. Il Cgc Viareggio invece si è dovuto scollare di dosso quell'etichetta di squadra "fatta in casa", e ha unito ai campioni autoctoni giocatori di altissima qualità. Loro possono nascondersi quanto vogliono, ma tra tutte le squadre credo che abbia fatto il mercato migliore. Saranno certamente dei derby molto molto più accattivanti sotto il profilo agonistico rispetto agli scorsi anni: spero vivamente che la lotta scudetto sia tra noi e loro, magari chissà anche la finalissima. E poi starei attento al Valdagno: secondo me con Montivero sono riusciti a mettere su una squadra competitiva».

E l'Eurolega?

«Non è inarrivabile, e se ne avremo l'opportunità cercheremo di portare fino in fondo il sogno europeo. Ma è un cammino molto più difficile, specialmente quest'anno che oltre allo Sporting abbiamo nel girone anche il Reus».

Quanto è concreto il rischio di non superare nemmeno la fase a gironi in Europa?

«Ci troviamo in un gruppo non facile: lo Sporting l'avevamo preventivato, il Reus invece è stata una brutta sorpresa. Inoltre il calendario ci impone di concludere la fase a gironi contro il Quevert lasciando all'ultima partita lo scontro tra le iberiche, quindi dovremo giocarci le nostre possibilità di passare prima di allora. Saranno fondamentali le prime sfide, a cominciare dall'esordio casalingo proprio contro il Reus di Enrico Mariotti (il 5 novembre, ndr)».

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