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Agostini: voglio una nazionale che sappia sputare sangue
VIAREGGIO. «Onorare la maglia. Ogni volta». Massimo Agostini lo ripete. E lo pretende. La qualificazione ai Mondiali è materia a cui dare forma, pura e legittima intenzione che necessita del concreto...
VIAREGGIO. «Onorare la maglia. Ogni volta». Massimo Agostini lo ripete. E lo pretende. La qualificazione ai Mondiali è materia a cui dare forma, pura e legittima intenzione che necessita del concreto sostegno dei risultati. L'Italia si conferma la madrepatria del beach soccer: Catania ha ospitato la Superfinal della Euroleague, Jesolo l'anticamera continentale della rassegna che si disputerà tra fine aprile e inizio maggio 2017 alle Bahamas. Ci sono Serbia, Turchia e Bielorussia da affrontare. Oggi, domani e domenica. Sempre alle 17,45 (e con diretta su Rai Sport).
Non finisce qui, però. Perché, una volta superato il primo step, ce ne sarà uno successivo: altro girone da quattro. Meglio non sporgersi troppo dal balcone per evitare cadute. Il ct della Nazionale non voleva terminare la Euro League al sesto posto. E non voleva che contro la Bielorussia, in una partita onestamente inutile, ci fosse un calo di tensione. «Dobbiamo sputare il sangue per questa maglia. Non esistono gare facili o difficili, sono finali. Tutte. I ragazzi lo hanno capito, ci siamo parlati e ho visto in loro la rabbia che serve per affrontare il girone. Bisogna imparare a lasciarci alle spalle le delusioni».
Agostini pretende di più. Conserva ancora rammarico per non aver potuto contare - per tutta l'Euro League - su Gori, prossimo ad un pieno recupero: «In queste competizioni vorresti giocartela alla pari con le nazionali più forti, Gabriele aveva un piccolo stiramento. Ha lavorato a parte, valuteremo come impiegarlo in base alle sue condizioni. La sua assenza, come quella di Corosiniti, per noi è stata un handicap».
Euro League che doveva rappresentare un banco di prova anche per Andrea Carpita, tornato in azzurro. «Mi è piaciuto, soprattutto contro la Russia. Tengo in considerazione lui come gli altri due portieri (Spada e Del Mestre). Sono tranquillo, perché in quel ruolo so di poter scegliere su ragazzi affidabili».(g.n.)
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